10 agosto

Oggi, ma nel 1861, a Pereto, in provincia dell’Aquila, nel giorno di San Lorenzo, Giuseppe Besozzi, attivo nella lotta al brigantaggio nella Marsica nell’immediato periodo successivo all’unita nazionale col grado di maggiore dei Carabinieri reali, faceva fucilare il bandito Andrea Camposecco, detto “Pietrasecca”, dal nome della frazione del confinante abitato di Carsoli, appartenente alla banda Gerolami. Quest’ultima, particolarmente attiva nella zona di confine tra lo Stato pontificio e l’ex regno napoletano, era collegata al capo-massa Luigi Alonzi di Sora, del 1825, meglio conosciuto come “Chiavone”.
Il malcapitato fuggiasco Camposecco (nella foto una raffigurazione della prima fase della repressione tricolore allo spontaneismo fedele a re “Franceschiello” di Borbone) era stato, verosimilmente, l’assassino del capitano Luigi Marj, di 52 anni, comandante del distaccamento della Guardia nazionale di Carsoli, assassinato, il 4 ottobre 1860 a Pereto, nel contesto della reazione legittimista causata nella zona dall’eversione reazionaria filo-borbonica ostile alla manovra unitaria del sovrano sabaudo Vittorio Emanuele II di Sardegna mentre, insieme al caporale Benedetto De Luca, di 50, chiamato “Scacaccia”, anche lui accoppato, e a dodici miliziani tentava di ristabilire l’ordine pubblico in occasione delle celebrazioni della festività della Madonna del rosario. Marj aveva pure provato a riparare nell’abitazione del conoscente Elia Penna, ma era stato tratto fuori dai manifestanti inferociti.
Besozzi, milanese d’origine, classe 1837, già appartenente al 44° reggimento di fanteria di linea inquadrato nella brigata Forlì, futuro conte, senatore del regno dal 4 dicembre 1901, meriterà la medaglia d’argento al valor militare in chiusura di quel 1861 per l’annientamento della formazione di fuorilegge meridionali guidata da Giuseppe Romeo. Tutta la vicenda verrà raccontata dal magistrato avezzanese Guido Jetti, futuro presidente di sezione della Corte di cassazione, nel volume “Cronache della Marsica 1799-1915”, che sarà pubblicato dall’editore partenopeo Luigi Regina, nel 1978.

