Il camper Caritas per aiutare chi si sente ai margini

Magliani (Ninive): bisogna riportare la gente nelle strade Don Pagniello: noi restiamo, ma tocca anche alle istituzioni
PESCARA. La Caritas c’è e ci sarà. Seguendo un percorso che va avanti da tre anni, gli operatori sono riusciti a creare un rapporto positivo con chi vive a Rancitelli e in particolare nel “ferro di cavallo” di via Tavo, tristemente noto per la presenza di spacciatori e delinquenti.
Un rapporto, quello instaurato in questi anni, che si basa sul dialogo e sulla collaborazione tra chi vuole aiutare il rione e chi vuole viverci bene. Nonostante il progetto “Ninive” sia terminato nel mese di agosto, due operatori continuano a raggiungere questa zona almeno due volte a settimana, con il camper. Perché la Caritas ha deciso di continuare ad «essere presente» a Rancitelli e punta anche a «trovare le risorse» da destinare a chi lavora sul territorio, in primo luogo le associazioni, come spiegano don Marco Pagniello e Barbara Magliani, rispettivamente direttore della Caritas e una delle protagoniste del progetto “Ninive”.
«Vogliamo far emergere il positivo e anche portare la città lì, altrimenti rimarrà sempre un ghetto», dice don Marco. «C’è tanta brava gente. E queste persone vanno messe insieme, stimolate e aiutate. Ma è fondamentale anche la riqualificazione» e di questo devono occuparsi le istituzioni.
A chi prova una diffidenza istintiva nei confronti di questa zona della città Magliani lancia alcuni spunti di riflessione. Perché ha imparato, negli anni, che i residenti «si sentono ai margini ma vorrebbero uscire dall’emarginazione». A queste persone «dovremmo dare fiducia e l’opportunità di riprendersi il quartiere. Dovremmo riportare la gente nelle strade, che ora sono vuote» e questo potrebbe consentire di allontanare quelle «frange particolari» che connotano negativamente questo e altri punti di Pescara. «C’è bisogno dell’attenzione della città nei confronti delle periferie, che non vanno rilegate in un angolo: tutti si dovrebbero preoccupare di fare qualcosa». La Caritas fa la sua parte, dopo aver superato il muro iniziale di chi non si fidava. «Siamo andati lì sospendendo qualsiasi giudizio. Abbiamo ascoltato i residenti passando dalle strade alla parrocchie, dalle scuole alla ludoteca. Ciò che facciamo è ascoltare e aiutare, dando un supporto utile a risolvere i problemi», aggiunge Magliani. Ad esempio, per far spostare dei bidoni della spazzatura è stata promossa una raccolta di firme (inviata ad Attiva) ed è stato portato avanti un importante lavoro di mediazione sul parco di fronte al “ferro di cavallo”, che è stato riqualificato e «ora è frequentato anche dalle famiglie. Bambini, giovani e adulti sanno che sta a loro mantenerlo pulito. Un tempo, lì non entravano proprio, c’era un tappeto di siringhe». L’ascolto continua e chi ha bisogno sa che dalla Caritas può ottenere «informazioni e sostegno su come risolvere alcuni problemi pratici, dai libri di scuola alle medicine».

