IL CAPO DELLA MOBILE

18 Giugno 2014

«Non ci sarà un sistema L’Aquila, però, nelle due indagini sugli appalti, emerge un quadro ben definito di soggetti tutti interessati alla ricostruzione e ad aggiudicarsi appalti attraverso tangenti....

«Non ci sarà un sistema L’Aquila, però, nelle due indagini sugli appalti, emerge un quadro ben definito di soggetti tutti interessati alla ricostruzione e ad aggiudicarsi appalti attraverso tangenti. Imprenditori, faccendieri, architetti, ingegneri, figure che mediano, funzionari pubblici». Così il capo della Squadra Mobile dell’Aquila, Maurilio Grasso (nella foto), commentando la nuova operazione. «Ascoltando gli imprenditori emerge il concetto di dover pagare per lavorare all’Aquila. Non sarà di certo una costante ma nelle nostre due indagini il dato viene fuori».

«Dobbiamo continuare», ha spiegato ancora Grasso, alludendo all’inchiesta «Do ut des». Si tratta di un’inchiesta con otto indagati per corruzione, per la quale, secondo la tesi d’accusa, sono volate mazzette.