Il carrello della spesa è più caro A cosa si rinuncia? Dolci e salumi

19 Dicembre 2022

Scorrano (Coldiretti): «La capacità di spendere delle famiglie si è ridotta a causa del caro bollette» «Questo induce tante persone a diminuire la quantità dei prodotti, senza però intaccare la qualità»

PESCARA. Carni e formaggi più cari. Aumenti ancora più marcati per i dolci tradizionali lavorati. Tengono pane, frutta e verdura, e nel complesso il carrello della spesa per le feste di Natale sale di almeno il 5 per cento.
È la fotografia scattata da Coldiretti attraverso Giuseppe Scorrano, presidente associazione Agrimercato e Coldiretti giovani impresa Abruzzo: «A fronte di un aumento di alcuni prodotti, la capacità di spesa delle famiglie si è ridotta a causa del caro bollette e delle conseguenze della pandemia. Questo induce tante persone a diminuire la quantità dei prodotti acquistati, ma senza intaccare l’aspetto della qualità». Secondo un’analisi condotta dall’associazione nazionale insieme al Censis, l’inflazione svuota le tavole del 47% delle famiglie italiane. Se si considera la fascia di popolazione a basso reddito, la percentuale sale addirittura al 60%.
le rinunce Nella classifica dei prodotti depennati per primi, dalle liste della spesa, ci sono gli alcolici ai quali ha rinunciato, anche parzialmente, il 44% degli italiani. Al secondo posto i dolci tagliati in quantità dal 44%, mentre al terzo ci sono i salumi ai quali ha rinunciato il 38,7% dei cittadini, subito davanti al pesce (38%) e alla carne (37%). I meno colpiti sono alcuni prodotti base della dieta mediterranea come frutta 16%, verdura 12% e pasta (11%). «I rincari», spiega Scorrano, «sono legati sia all’inflazione che all’annata. Parlando di produzioni agricole, il tema clima è particolarmente sentito e ha prodotto dirette conseguenze».
CARNE E FORMAGGI Nel banco freschi, carne e formaggi hanno registrato aumenti del 5 per cento. «Nelle produzioni», va avanti, «le voci di costo principali sono il carburante agricolo e l’energia elettrica. Nell’allevamento entra in gioco il foraggio, che ha avuto dei costi in più. L’estate, poi, con il caldo torrido, ha prodotto dei cali produttivi fisiologici negli animali, quindi salumi e formaggi hanno subito inevitabilmente degli aumenti».
COSTI IN AUMENTO In agricoltura i dati di Coldiretti registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +500% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti. Nell’alimentare il vetro costa oltre il 50% in più rispetto allo scorso anno, il 15% il tetrapack, il 35% le etichette, il 45% il cartone, il 60% i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica.
PANE SALVO, DOLCI PIù CARI Secondo l'analisi di Scorrano, i rincari su altri prodotti sono stati più contenuti, nonostante il caro energia per una sorta di sacrificio dei produttori stessi. «Il pane, essendo un prodotto di prima necessità, ha mantenuto, perché i panificatori hanno fatto lo sforzo di non far salire i prezzi. I dolci della tradizione, invece, più lavorati e con un’incidenza del costo dell’elettricità molto maggiore, sono saliti del 10 per cento».
ORTOFRUTTA E OLIO Meno problemi nel settore ortofrutticolo. «Nonostante l’aumento dei concimi e del carburante, i prezzi sono rimasti in linea». Segno più per l’olio, rincarato anche per l’andamento dell’annata. «Le bollette elettriche sono raddoppiate», rileva Scorrano, «poi ci sono la siccità dell’estate, le forti piogge di settembre e l’attacco della mosca che hanno ridotto quantitativamente le olive. Questo ha prodotto il 20 per cento di prezzo in più, ma l'olio pescarese è sempre di altissima qualità».
CESTI DI NATALE In tutto questo scenario, reggono i cesti di Natale pieno di prodotti alimentari, che si confermano una tipologia di dono particolarmente apprezzata.