«Il casinò e la vocazione turistica di Pescara»
PESCARA. «Non conoscevo questa storia del Casinò municipale a Pescara. Sono rimasto sorpreso e ho letto l’articolo del Centro con una curiosità pazzesca perché questa iniziativa conferma la vocazione...
PESCARA. «Non conoscevo questa storia del Casinò municipale a Pescara. Sono rimasto sorpreso e ho letto l’articolo del Centro con una curiosità pazzesca perché questa iniziativa conferma la vocazione turistica della città». L’assessore ai Grandi Eventi e Turismo Giacomo Cuzzi apprende dal Centro che il 15 giugno 1946 a Pescara fu aperto, all’interno del teatro Pomponi, una casa da gioco gestita dalla municipalità dell’epoca e da una azienda privata milanese. E annuncia di voler organizzare prossimamente un convegno sul turismo durante il quale si parlerà anche delle opportunità mancate di una città che un tempo ambiva a risanare i debiti del dopoguerra con l’apertura di una casa da gioco, i cui proventi avrebbero rinfoltito le casse pubbliche.
Le curiosità e gli aneddoti che il Centro ha raccontato domenica scorsa sulla base di documentazioni storiche custodite all’Archivio di Stato (Aurum, via De Titta) sono legate all’inaugurazione, del casinò nel Pomponi, durata lo spazio di una notte. Il mattino del 16 giugno di 72 anni fa , il locale fu chiuso dalle autorità locali su ordine di quelle nazionali. Fu la fine di un sogno per tanti pescaresi che speravano in una possibilità di lavoro all’interno della struttura e che poi protestarono nei caffè dell’epoca.
L’iniziativa dell’amministrazione comunale del 1946 ha illuminato l’assessore, che riflette: «Mi viene da pensare che già nel 1946 i pescaresi avevano chiara la vocazione che la città avrebbe dovuto avere e cioè quella turistica».
Sulla scia di questo entusiasmo, l’assessore Cuzzi ha contattato lo storico Licio Di Biase per la promozione di iniziative che tracceranno le linee guida del futuro turistico cittadino, sulle basi dei grandi eventi ideati da Cuzzi. (c.co.)

