Il caso dell’asilo, il Tar chiede chiarimenti

18 Gennaio 2023

Via Fornace Bizzarri, i giudici sciolgono la riserva dopo il ricorso dei residenti: decisione il 24 febbraio

PESCARA. I giudici del Tar di Pescara sciolgono la riserva dopo l’udienza del 13 gennaio scorso, nel corso della quale si è discusso della richiesta di sospensiva riguardante le decisioni comunali sulla realizzazione di un asilo nido in via della Fornace Bizzarri, e tirano fuori un'ordinanza che suona come una vera e propria sospensiva.
I giudici amministrativi chiamati in causa da 56 residenti che temono che il parco già esistente davanti alle loro abitazioni venga cancellato per far posto a un asilo che doveva peraltro sorgere altrove, hanno deciso di chiedere «chiarimenti circostanziati e documentati» all'amministrazione comunale di Pescara sulla questione. «Considerato che per il comparto 10.04», scrivono i giudici, «appare esser già intervenuto un piano urbanistico, con previsione di “sistemazione a verde attrezzato su area a servizi di interesse comune”», si chiede una dettagliata relazione a riguardo. E nell’emettere questa ordinanza, il Tar cita anche l'articolo 12 bis del D.L. n. 68 del 2022 che impone ai giudici di fissare entro 30 giorni la discussione nel merito: e quindi i giudici hanno anche già fissato la data del 24 febbraio prossimo per la trattazione della causa nel merito. Le lamentele dei 56 residenti, tradotte in un ricorso dagli avvocati Claudio e Matteo Di Tonno, hanno quindi indotto i giudici amministrativi a un approfondimento. I legali avevano chiesto l’annullamento, previa sospensiva, di tre delibere di giunta e di due determinazioni dirigenziali: quella del 2 dicembre scorso, che ha ad oggetto “realizzazione di indagini geognostiche relative alla nuova costruzione dell’asilo nido in via Celestino V”, e quella che aveva ad oggetto il Piano nazionale di ripresa e resilienza relativa all’investimento per lo stesso asilo nido. Uno dei nodi principali è che l’amministrazione, che in tutte le sue delibere e le sue determinazioni cita come sito interessato quello di via Celestino V, poi fa effettuare le indagini geognostiche in via della Fornace Bizzarri dove non esiste nessun sito da utilizzare, in quanto da anni vi è stato realizzato un parco attrezzato.
E per questo il giudice Silvio Lomazzi, vuole dal Comune «chiarimenti circostanziati e documentati» sul punto, «non potendo non esser considerato il suddetto piano attuativo (quello dove insiste il parco ndr) allorché si intende imprimere all’area in questione una diversa destinazione». Ed è questo il punto centrale del ricorso attivato dagli avvocati Di Tonno per conto dei residenti. Perché andare a fare indagini geognostiche in quel parco, quando l’area individuata in delibera, quella di via Celestino V, non solo è disponibile e molto più ampia, ma anche destinata a ospitare un asilo nido?
Sulla vicenda c’era stata anche una presa di posizione dell’opposizione. Il 24 febbraio prossimo dunque, al termine della discussione nel merito, si conoscerà la decisione definitiva dei giudici amministrativi.
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