Il caso di chi assiste i malati gravi

10 Marzo 2021

Escluse dalle dosi prioritarie le famiglie con figli under 16 affetti da fibrosi cistica

PESCARA. «Bisogna vaccinare il nucleo familiare degli under 16 ultrafragili. Non lasciamoli soli: questi ragazzi che hanno gravi patologie, e che non possono essere vaccinati per limiti di età, vanno protetti proteggendo in primis chi li assiste». È l’appello di Stefania Orsini, vicepresidente della Lega italiana fibrosi cistica Abruzzo che solleva una falla nel piano vaccinale anti-Covid riservato alla categoria dei pazienti più fragili, come ad esempio i malati di fibrosi cistica.
IL CASO. Secondo le valutazioni Aifa (Agenzia italiana del farmaco), gli unici due vaccini attualmente somministrabili ai pazienti fragili (Pfizer e Moderna) sono autorizzati per persone di età pari o superiore, rispettivamente, a 16 e 18 anni. La maggioranza dei pazienti affetti da fibrosi cistica, malattia che è in larga parte diffusa in età pediatrica, non è pertanto vaccinabile. «L’unico modo per proteggere gli under 16 affetti da patologie gravi è vaccinare il nucleo familiare, quindi genitori e fratelli, ma questo ad oggi non è previsto», spiega Orsini, «è una svista del ministero che nella circolare in cui elenca le persone estremamente vulnerabili, come prioritarie per essere vaccinate, non inserisce i familiari dei ragazzi con patologie che hanno meno di 16 anni e quindi non possono essere vaccinati. Nel caso della fibrosi cistica, parliamo di una malattia genetica degenerativa cronica che colpisce soprattutto i polmoni. In un momento come questo, dove assistiamo all’aumento delle varianti e dei contagi, bisognerebbe tutelare questi ragazzi. Come? Vaccinando i loro conviventi», risponde Orsini, «ovvero quei genitori che sono esposti al rischio contagio perché vanno a lavorare oppure all’ospedale per prendere i farmaci per i loro figli».
Gli unici caregiver inseriti tra le categorie prioritarie per il vaccino sono quelli che assistono persone con disabilità motoria o psichica o quelli che hanno in carico pazienti oncoematologici o colpiti da malattie autoimmuni. Sono tagliati fuori i caregiver dei malati di fibrosi cistica e il problema riguarda, per l’appunto, il nucleo familiare degli under 16 che, non potendo essere vaccinati, in questo modo non hanno nessuna protezione.
I NUMERI. In Abruzzo sono 120 i pazienti affetti da fibrosi cistica, curati nel centro di riferimento regionale dell’ospedale di Atri. In Italia sono 5.565 i pazienti colpiti da questa malattia degenerativa. Una persona su 25 è portatrice della fibrosi cistica che colpisce polmoni, pancreas e fegato. L’età media è pari a 21,4 anni, il 42,9% ha meno di 18 anni. «Prima la vita media era di 20 anni», afferma Orsini, «ora con la ricerca si arriva a 40. Chiediamo di non essere dimenticati e ci rivolgiamo alla Regione affinché inserisca tra le priorità del piano vaccinale anche i conviventi degli under 16 che sono ultrafragili».
©RIPRODUZIONE RISERVATA