Il caso di chi assiste i malati gravi

Escluse dalle dosi prioritarie le famiglie con figli under 16 affetti da fibrosi cistica
PESCARA. «Bisogna vaccinare il nucleo familiare degli under 16 ultrafragili. Non lasciamoli soli: questi ragazzi che hanno gravi patologie, e che non possono essere vaccinati per limiti di età, vanno protetti proteggendo in primis chi li assiste». È l’appello di Stefania Orsini, vicepresidente della Lega italiana fibrosi cistica Abruzzo che solleva una falla nel piano vaccinale anti-Covid riservato alla categoria dei pazienti più fragili, come ad esempio i malati di fibrosi cistica.
IL CASO. Secondo le valutazioni Aifa (Agenzia italiana del farmaco), gli unici due vaccini attualmente somministrabili ai pazienti fragili (Pfizer e Moderna) sono autorizzati per persone di età pari o superiore, rispettivamente, a 16 e 18 anni. La maggioranza dei pazienti affetti da fibrosi cistica, malattia che è in larga parte diffusa in età pediatrica, non è pertanto vaccinabile. «L’unico modo per proteggere gli under 16 affetti da patologie gravi è vaccinare il nucleo familiare, quindi genitori e fratelli, ma questo ad oggi non è previsto», spiega Orsini, «è una svista del ministero che nella circolare in cui elenca le persone estremamente vulnerabili, come prioritarie per essere vaccinate, non inserisce i familiari dei ragazzi con patologie che hanno meno di 16 anni e quindi non possono essere vaccinati. Nel caso della fibrosi cistica, parliamo di una malattia genetica degenerativa cronica che colpisce soprattutto i polmoni. In un momento come questo, dove assistiamo all’aumento delle varianti e dei contagi, bisognerebbe tutelare questi ragazzi. Come? Vaccinando i loro conviventi», risponde Orsini, «ovvero quei genitori che sono esposti al rischio contagio perché vanno a lavorare oppure all’ospedale per prendere i farmaci per i loro figli».
Gli unici caregiver inseriti tra le categorie prioritarie per il vaccino sono quelli che assistono persone con disabilità motoria o psichica o quelli che hanno in carico pazienti oncoematologici o colpiti da malattie autoimmuni. Sono tagliati fuori i caregiver dei malati di fibrosi cistica e il problema riguarda, per l’appunto, il nucleo familiare degli under 16 che, non potendo essere vaccinati, in questo modo non hanno nessuna protezione.
I NUMERI. In Abruzzo sono 120 i pazienti affetti da fibrosi cistica, curati nel centro di riferimento regionale dell’ospedale di Atri. In Italia sono 5.565 i pazienti colpiti da questa malattia degenerativa. Una persona su 25 è portatrice della fibrosi cistica che colpisce polmoni, pancreas e fegato. L’età media è pari a 21,4 anni, il 42,9% ha meno di 18 anni. «Prima la vita media era di 20 anni», afferma Orsini, «ora con la ricerca si arriva a 40. Chiediamo di non essere dimenticati e ci rivolgiamo alla Regione affinché inserisca tra le priorità del piano vaccinale anche i conviventi degli under 16 che sono ultrafragili».
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