Il caso Trisi approda in Consiglio E scoppia la protesta di 7 comitati

3 Luglio 2023

Oggi pomeriggio la seduta straordinaria sull’inchiesta che ha portato all’arresto di un dirigente Interverranno nel dibattito associazioni cittadine, tre parlamentari e un consigliere regionale

PESCARA. È fissata per questo pomeriggio, alle 18,30, la seduta straordinaria aperta del consiglio dedicata all’inchiesta su un presunto giro di mazzette e droga nel settore Lavori pubblici che ha portato all’arresto dell’ex dirigente Fabrizio Trisi. Seduta richiesta dalle opposizioni cui prenderanno parte anche 7 associazioni e comitati cittadini, tre parlamentari e un consigliere regionale. Si preannuncia un dibattito infuocato, con il Pd e il Movimento 5 Stelle che hanno invitato più volte il sindaco Carlo Masci a dimettersi.
GLI INTERVENTI Si sono iscritti a parlare alcuni dei comitati che, nelle settimane scorse, avevano dato vita a proteste e sit-in davanti al Comune. Tra le associazioni che dovrebbero intervenire figurano Salviamo viale Marconi, Salviamo il parco di via della Fornace Bizzarri, Salviamo gli orti urbani di via Santina Campana, Nuova Rancitelli, Strada parco bene comune, Non nella nostra città. Poi anche l’Endas e la Cgil. Nell’elenco degli interventi figurano anche tre deputati, Luciano D’Alfonso (Pd), Guerino Testa (Fratelli d’Italia), Nazario Pagano (Forza Italia) e il consigliere regionale Vincenzo D’Incecco (Lega).
FISSATI I PALETTI Il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, durante la conferenza dei capigruppo di venerdì scorso, ha fissato una sorta di regole per procedere al dibattito. In pratica, gli interventi dovranno durare non più di 5 minuti ciascuno e dovranno attenersi «al puntuale rispetto dell’argomento iscritto all’ordine del giorno («Gestione del settore Lavori pubblici e finanziamenti Pnrr») e non si potrà fare riferimento alcuno all’indagine giudiziaria in corso che vede coinvolti alcuni dipendenti del settore Lavori pubblici dell’ente». «Questo non vuol dire che non ci si possa agganciare alla vicenda giudiziaria che ha riguardato il Comune», ha spiegato Antonelli, «ma non bisogna entrare nel merito dell’indagine. Comunque non si deve offendere l’amministrazione ed è vietato esporre striscioni, mantenendo dunque un profilo civile». Ma già alcune associazioni hanno protestato per queste regole. «Le associazioni e i comitati tutti», ha scritto in una nota il coordinamento Non nella nostra città, «ringraziano per l’attenzione e per le gentili istruzioni fornite, ma fanno notare che, parlare della gestione del settore Lavori pubblici senza fare riferimento alcuno all’indagine, si tratti di un ossimoro». Lo stesso coordinamento, nei giorni scorsi, aveva invitato i cittadini ad essere presenti. «Come abbiamo già fatto in passato come singole associazioni e come coordinamento», si leggeva, «abbiamo deciso di mobilitarci ancora una volta per dare un segnale forte e chiaro a chi amministra la nostra città. È il momento di impedire ulteriori danni e di restituire ai cittadini la partecipazione che è stata loro negata e la vivibilità della città».
L’OPPOSIZIONE Sul piede di guerra è anche l’opposizione. «La richiesta di questa seduta straordinaria in forma aperta», ha ricordato il capogruppo Pd Piero Giampietro, «è stata presentata da tutte le opposizioni in consiglio comunale, perché il settore Lavori pubblici è sicuramente il più delicato all’interno dell’amministrazione e doveva essere il più efficiente e trasparente, soprattutto in un contesto che vede il Comune di Pescara destinatario di finanziamenti Pnrr per circa 100 milioni molti dei quali legati proprio ad opere pubbliche». «Invece in questi anni», ha aggiunto, «ampi settori della città hanno denunciato i risultati scadenti della programmazione e dell’esecuzione di molti interventi voluti dalla giunta Masci e viale Marconi ne è una prova. Ora siamo arrivati al punto zero, in un caos purtroppo annunciato al di là delle singole vicende giudiziarie e la città vuole risposte».