Il centro anziani non basta per lo Scientifico

La consigliera Di Meco disposta a cedere la struttura di piazza dei Grue ma «è troppo piccola»
PESCARA. «Sette aule per 230 studenti? Questa struttura, così com'è al momento, con locali non totalmente agibili, non è adatta per ospitare tante persone. Le stanze sono piccole, non risponderebbero alle esigenze dei ragazzi, che avrebbero a disposizione, su questo piano, un solo bagno e nessuna scala antincendio. Il Centro sociale per anziani Grue ha tutte le carte in regola per restare al primo piano, dove operiamo da sei anni e dove utilizziamo solo due stanze e due bagni. Un nostro eventuale trasferimento? Previa altra sede, non ci opporremo, ma certo ci dispiacerebbe abbandonare tutto ciò che abbiamo creato».
L'ipotesi di una succursale del liceo scientifico Da Vinci nell'ex scuola elementare di piazza dei Grue è una «soluzione attualmente improponibile» per Silvana Di Meco, una ventennale esperienza nel consiglio circoscrizionale di Porta Nuova, presidente del circolo per anziani Grue (che conta 240 iscritti residenti in zona), ubicato al primo piano dello stabile di proprietà del Comune.
Gli studenti del liceo scientifico Da Vinci chiedono con insistenza il trasferimento del Centro anziani per poter occupare quella sede, strategica da un punto di vista logistico per genitori e alunni che risiedono in zona e con le comodità del parcheggio, ma anche il sindaco Marco Alessandrini mostra le proprie perplessità riguardo alle condizioni strutturali e fa due conti: «Servirebbero 72 mila euro per la messa in sicurezza dell'edificio, ma per consentire lo spostamento degli studenti bisognerebbe trasferire al pianterreno (dove sono anche ubicati gli uffici anagrafici, lo Stato civile con documenti dal 1900 ad oggi e lo sportello dei servizi cimiteriali di Attiva che occupa la stanza, nell’ala adiacente si trova la scuola dell’infanzia) il centro sociale e consegnare loro l'intero primo piano, non è operazione semplice, dobbiamo studiare bene la situazione».
E poi si pone la domanda: chi pagherebbe le spese di ristrutturazione di un immobile di proprietà del Comune dove dovrebbero essere trasferiti gli studenti di una scuola che fa capo invece alla Provincia? «Gli studenti del liceo da Vinci», fa notare Di Meco, «qualora ottenessero l'intero primo piano della struttura, potrebbero usufruire, oltre che delle sette aule, di altre due stanze e due bagni che usiamo noi. Basterebbero», chiede però la consigliera circoscrizionale, «nove aule in totale per contenere 230 persone?».
In sostanza, a meno che non si rimetta completamente a nuovo lo stabile con tutti i dispositivi di sicurezza, la struttura di piazza dei Grue potrebbe essere utilizzata dallo scientifico da Vinci solo come ipotesi temporanea e solo per pochi studenti.
«Sarebbe già un primo passo importante», afferma il rappresentante di istituto Luca Carapellotti», non abbiamo nulla contro il liceo classico D’Annunzio e ringraziamo la preside Donatella D'Amico per l'accoglienza, ma noi abbiamo bisogno di riprenderci la nostra identità e vogliamo la nostra autonomia».
Nel frattempo, in alcuni locali dell'ex scuola Grue qualcuno ha fatto depositare una serie di strumentazioni informatiche di proprietà del da Vinci che giacciono impacchettate da tempo nelle aule vuote. Perché e chi ha autorizzato questa operazione non è ancora chiaro. Di Meco, in ultimo, lancia una proposta/provocazione: «Perché non ospitare gli studenti dello scientifico nei locali delle segreterie politiche non più utilizzate nel palazzo della Provincia?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

