Il centro per disabili pronto a ripartire in attesa dei vaccini

2 Febbraio 2021

PENNE. Il centro diurno per disabili adulti di Penne, gestito da tre mesi dalla cooperativa Samara, è aperto dal 16 novembre scorso, ma a causa del Covid-19 nessuno dei circa 18 utenti ne ha...

PENNE. Il centro diurno per disabili adulti di Penne, gestito da tre mesi dalla cooperativa Samara, è aperto dal 16 novembre scorso, ma a causa del Covid-19 nessuno dei circa 18 utenti ne ha usufruito. Quasi tutti aspettano i vaccini e la situazione non lascia tranquilli. Solo da qualche giorno, qualche utente è rientrato e questa settimana dovrebbero tornare a frequentarlo circa 6 o 7 persone con disabilità gravi o gravissime.
In questi mesi nessuno ha avuto il coraggio di fare riprendere le attività ai propri cari affetti da disabilità gravi e gravissime. A tutti, nonostante che il centro diurno rappresenti per queste persone una vera e propria scintilla di vita, è sembrato troppo rischioso far riprendere le abituali attività socioricreative.
Il servizio, assegnato alla cooperativa Samara per un importo complessivo di 147.764,81 euro e garantito dal 16 novembre scorso al prossimo 31 ottobre, prevede per i disabili, nel pieno rispetto di tutte le misure anti-contagio, tante belle attività ricreative e una struttura, quella del Cea Bellini, incastonata all'interno dell'area protetta Lago di Penne. Il centro è operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17.
Tra le attività proposte per integrare e supportare gli utenti, la cooperativa Samara ha previsto laboratori musicali, attività naturalistiche, attività sportive, cineforum, laboratorio di ceramica, laboratorio di artigianato e altri ancora.
«Le attività mancano tanto ai nostri ragazzi speciali, li chiamo così io», racconta Alessia Cacciatore, sorella di Gianluca, uno dei tanti ragazzi alle prese con una grave disabilità. «Il progetto messo in piedi dalla Samara è stupendo, così come la location, ma io non me la sento di fare rientrare mio fratello. Innanzitutto perché non sopporterebbe di indossare la mascherina ogni istante, ma anche perché la situazione legata al Covid-19 non è chiara. I vaccini non ci sono e c'è gente che ha fatto il primo e non è riuscita ad avere il richiamo. Un ragazzo dei 16 che frequentava il centro diurno di Penne è morto di Covid nei mesi scorsi e il mio pensiero va alla sua famiglia. Mi auguro che il servizio possa essere prorogato e che i fondi stanziati dalla Regione Abruzzo siano congelati in attesa che tutti i ragazzi tornino a frequentare il centro», sottolinea ancora Alessia Cacciatore.
«È stato fatto tutto secondo la normativa prevista», spiega la presidentessa dell'Ecad Vestino, Donatella Rosini. «È stata fatta una coprogettazione con l'unica società che ha risposto all'avviso. Non appena ci saranno le vaccinazioni, tutti rientreranno a frequentare il centro. Qualora non ci sia frequenza, nelle prossime settimane sospenderemo eventualmente e momentaneamente il servizio per poi riprenderlo più avanti. Non vogliamo creare disagi agli utenti del centro diurno e non ci siamo assolutamente dimenticati di loro». (f.bel.)
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