Il Classico chiuderà l’anno con la settimana corta

23 Gennaio 2018

Il Consiglio di Stato accoglie la richiesta di sospensiva presentata dai genitori ma, in attesa del Tar, ritiene necessario garantire la continuità didattica

PESCARA. Al liceo classico D’Annunzio l’anno scolastico si chiuderà con la settimana corta. Lo conferma la preside Donatella D’Amico nel giorno, ieri, in cui il Consiglio di Stato si pronuncia con una ordinanza favorevole a quella parte di genitori contraria alle lezioni dal lunedì al venerdì (sabato libero). Di fatto, ogni decisione è rimandata al Tar, il Tribunale amministrativo regionale, che si pronuncerà nel merito, e che a settembre scorso aveva negato la sospensiva sulla settimana corta deliberata dal consiglio di istituto tre mesi prima.
Una decisione, quella del Consiglio di Stato, accolta dal dirigente scolastico «con un sospiro di sollievo», come scrive in un comunicato, e dai genitori come «una vittoria a metà, anche se siamo soddisfatti di un pronunciamento che riconosce la validità delle nostre motivazioni».
L’ordinanza del Consiglio di Stato (sede giurisdizionale, sezione sesta, presidente Luciano Barra Caracciolo) dice, in sostanza, che «nel bilanciamento degli opposti interessi, è prevalente l’interesse pubblico alla continuità dell’attività didattica in corso e che le questioni dedotte in giudizio involgono il sollecito apprezzamento nel merito del ricorso».
Per la preside D’Amico questa è la frase chiave sulla base della quale ha deciso di «confermare la settimana corta» almeno «fino al pronunciamento nel merito del Tar Abruzzo, che interverrà su un anno scolastico ormai al termine del primo quadrimestre».
La preside precisa in una nota che «mai, e dico mai, è stata utilizzata la scelta della settimana corta come elemento di richiamo» nel corso degli open day «a conferma della qualità e serietà della scuola».
Palesemente, infatti, nel documento i magistrati dell’organo della giustizia amministrativa stabiliscono che «l’ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell’udienza di merito».
Paolo Ballerini, genitore e portavoce delle «370 famiglie che si sono espresse contro il provvedimento della settimana corta» tiene a sottolineare che «il nostro ricorso è stato accolto».
E che «la risposta del Consiglio di Stato è una traccia anche per il Tar che non potrà ignorare il dispositivo. È stata riconosciuta la validità delle nostre motivazioni, anche se dall’ordinanza si evince che si è ritenuto opportuno continuare sull’attività didattica in corso. In ogni caso, anche se la nostra, per ora, si ravvisa come una vittoria a metà, siamo comunque soddisfatti. I nostri legali (Giuseppe Cantagallo e Fabrizio Rulli) chiederanno al dirigente scolastico di ripristinare la settimana lunga secondo la volontà di tante famiglie, e contemporaneamente interpelleremo i genitori per seguire un percorso democratico anche in vista del prossimo consiglio di istituto che si terrà a metà febbraio».
Secondo la preside, il ricorso in appello è stato presentato «da un minuto numero di genitori, 30 su 1700», quindi l’1,7 per cento.
Una lunga storia di ricorsi e dibattimenti, un braccio di ferro tra l’istituzione scolastica e le famiglie degli studenti del Classico, cominciata il 15 giugno 2017 quando il consiglio di istituto deliberò l’istituzione della settimana corta. Da quel momento, nessuna tregua tra le parti.
I genitori hanno manifestato in strada la loro contrarietà al provvedimento insieme agli studenti.
La preside ha disposto la vigilanza delle forze dell’ordine per far fronte ai «momenti di tensione e minacce vissuti» nei giorni infuocati delle proteste.
Ora la palla passa di nuovo al Tar, ma nell’attesa gli studenti del Classico continueranno le lezioni sulla base della settimana corta.
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