Il collezionista: ho ancora fiducia
Di Persio: serve un sopralluogo per verificare le condizioni dell’ex Banca d’Italia
PESCARA. «Sono ancora fiducioso, nonostante siano trascorsi oltre 18 mesi dall'incontro all'Aquila in Soprintendenza con il senatore Lombardi, della visita dell'architetto Vittorini a Pescara nella ex Banca d'Italia. Anche perché è il firmatario dei vincoli imposti e sarebbe opportuno a parer mio un suo sopralluogo per verificare il carattere e le condizioni dell'immobile che ha vincolato, come d'altronde promesso nel giugno 2013». Così Venceslao Di Persio, dopo le dichiarazioni della soprintendente Alessandra Vittorini rese al Centro, che richiamavano sentenza e autorizzazioni rilasciate per ribadire la regolarità nelle valutazioni e nell'operato della Soprintendenza, interviene sulla vicenda dello stabile pescarese che, nei suoi progetti, dovrebbe ospitare la fondazione e il museo costituiti con e per esporre alla collettività la sua preziosa collezione. «In merito alle autorizzazioni di interventi a salvaguardia del bene ormai fatiscente che Vittorini dice di averci rilasciato nel febbraio 2013, come quella ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del tetto anche tramite la sostituzione di elementi ammalorati», osserva Di Persio «devo constatare che si tratta di tutte autorizzazioni condizionate che certo non consentono, ai fini del nostro progetto museale, di agire sulla struttura come abbisogna. Ho anche notato come la Sbap si sia soffermata su un altro punto, non autorizzando «il taglio dei pilastri in graniglia del cancello su via Italica», quando invece il progetto prevedeva non il taglio ma la riduzione di pochi centimetri del basamento, non certo di graniglia, per consentire l'ingresso dei veicoli nei garage. Insomma, questo non mi sembra un atteggiamento costruttivo capace di andare nel senso del vero interesse collettivo di questa vicenda. Tutto era nato con le migliori intenzioni» conclude Di Persio «ma si è trasformato in un'odissea burocratica, e non sono poche le autorevoli opinioni che rimangono stupite, come me, di come questo progetto culturale stia naufragando per motivi spesso incomprensibili, e incapaci di surclassarlo se bilanciamo gli interessi pubblici in gioco».

