Il comandante Palano in pensione «Rigopiano? Un insegnamento»

PESCARA. «Anche se dovrò toglierla, questa divisa mi rimarrà per sempre addosso». Sceglie queste parole Vincenzo Palano, comandante dei vigili del fuoco di Pescara, per congedarsi dal servizio. Da...
PESCARA. «Anche se dovrò toglierla, questa divisa mi rimarrà per sempre addosso». Sceglie queste parole Vincenzo Palano, comandante dei vigili del fuoco di Pescara, per congedarsi dal servizio. Da oggi tornerà a essere un «normale cittadino», come lui stesso ha detto, ma è evidente che quei valori racchiusi nell'uniforme indossata per una vita intera non lo abbandoneranno mai, al di là del pensionamento. Durante il saluto istituzionale, Palano ha ripercorso la sua lunga carriera e gli ultimi tre anni da comandante a Pescara. Da Venezia a Montelibretti (Roma), per passare da Isernia, Chieti e Pescara, in un percorso che l'ha portato anche nelle commissioni di pubblico spettacolo e negli uffici ministeriali. Ma lui, originario di Foggia ma pescarese d'adozione, ha sempre desiderato la cittadina adriatica, dove vive e dove ha concluso il servizio. Il comandante ha voluto fare un bilancio della sua ultima esperienza, con l'apertura del distaccamento permanete di Penne, quello volontario di Lettomanoppello, e il miglioramento nell'attrezzatura, anche attraverso due nuove autoscale. Inevitabile però, un riferimento alla tragedia di Rigopiano, su cui Palano si è soffermato: «Oltre all'immane tragedia, quello è un esempio di come dovremmo cambiare. Bisogna lavorare ancora molto sulla cultura della prevenzione, su cui spesso non s'investe perché ritenuta troppo onerosa». Al suo posto, a dirigere il comando provinciale di Pescara arriva l'ingegner Daniele Centi, aquilano, da 29 anni in servizio, vice direttore regionale e già comandante nella sua città per 13 anni e per altri 4 a Teramo. Ha preso parte alle emergenze legate al terremoto, non solo in Abruzzo ma anche nelle Marche, in Umbria e a San Giuliano. Resterà reggente fino a gennaio, anche se il suo auspicio è quello che l'incarico possa diventare definitivo: «Quello di Pescara è un comando prestigioso e importante e io cercherò di fare del mio meglio. In questi primi mesi manterrò il doppio incarico, anche se per esperienza so che l'impegno e il lavoro di un comando assorbiranno la maggior parte del mio tempo». Quindi precisa: «Per esigenze del corpo nazionale si danno degli incarichi di reggenza per non lasciare delle caselle vuote. Mi auguro tuttavia che da qui a qualche mese il mio possa diventare definitivo».

