Il commercio prova a rialzarsi: coraggio, si riprende a lavorare

PESCARA. Dopo 36 giorni di chiusura, nei negozi di Pescara ieri si sono riaccese le luci. Un ritorno al lavoro vissuto con gioia e con la voglia di rimettersi in movimento e di soddisfare le...
PESCARA. Dopo 36 giorni di chiusura, nei negozi di Pescara ieri si sono riaccese le luci. Un ritorno al lavoro vissuto con gioia e con la voglia di rimettersi in movimento e di soddisfare le richieste dei propri clienti. I più affezionati hanno subito approfittato per rientrare nei negozi di fiducia e concedersi un po' di shopping. Un primo giorno giudicato positivamente dagli esercenti, ma che certamente avrebbe potuto dare di più, se il meteo avesse fatto la sua parte. Il cielo grigio e le temperature non primaverili hanno ridotto il passeggio, ma i commercianti non si scoraggiano e guardano con ottimismo alla settimana che si è appena aperta e che precede la Pasqua. «Non è stato un ritorno esplosivo», evidenzia Emanuela De Leonardis. «Il tempo e il freddo non ci hanno aiutato molto e non hanno creato un grande movimento, ma sono un'ottimista e quindi sono convinta che la settimana andrà bene. La voglia di fare acquisti c'è, le donne difficilmente sanno stare senza shopping per troppo tempo e infatti quando siamo stati chiusi erano in tante a chiederci quando avremmo potuto riaprire».
«Troppo freddo», sottolinea Ersilia Casciero, «e questo non ci ha aiutato. In negozio ho tolto l'invernale e ho solo la nuova collezione e le temperature così rigide non hanno invogliato molto. C’è anche da dire che il grosso dei miei clienti sono mamme che hanno i bimbi in dad e quindi la mattina non possono muoversi da casa. Il fatto di essere arancioni e di non avere molte occasioni di socialità riduce anche il desiderio di comprare abiti di un certo tipo. Vivere la seconda Pasqua con le restrizioni è un grande danno, ad ogni modo mi auguro che nei prossimi giorni ci sia un recupero».
Migliori le cose nella bottega di gioielli artigianali di Manuela Paolemilio. «Le mie clienti attendevano la mia riapertura», afferma. «C’è stato tanto dispiacere per esserci dovuti fermare per tutto questo tempo, ma adesso finalmente torniamo a fare quello che ci piace. Lavoro molto con l'online, ma in questo periodo di chiusura ho visto una riduzione delle richieste. Ogni volta per me riaprire il negozio è sempre un'emozione». Ripartenza positiva anche per l’abbigliamento di Sara Aliberti. «La gente ha voglia di fare acquisti e quindi fin dalla mattina le mie clienti sono venute apposta a trovarmi. In queste settimane ho cercato di mostrare i nuovi arrivi online e quindi in molte sono venute già con le idee chiare su cosa comprare».
Se la mattinata non era iniziata nel modo migliore, nelle ore più tarde si è creato «un buon movimento», ammette Mario Amendolagine che affianca la figlia Maria nella gestione del negozio di abbigliamento. «Un bilancio più preciso si potrà fare solo alla fine della settimana, ma devo dire che la prima giornata è andata bene. Le persone hanno voglia di uscire e di comprare». Quello che invece non soddisfa per nulla Amendolagine sono i ristori previsti nell'ultimo decreto. «Una miseria», tuona. «Abbiamo perdite che vanno oltre il 50 per cento e invece hanno previsto appena qualche spicciolo. Siamo costretti ancora a fare ricorso alle riserve personali».
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