«Il compagno picchia la mamma» A 12 anni fa arrestare l’aggressore

Bambina terrorizzata si chiude in camera e lancia l’allarme con una telefonata ai carabinieri «Non posso aprire la porta sennò dà le botte anche a me». L’irruzione in casa ferma mesi di soprusi
MONTESILVANO. «Il compagno di mia madre la sta picchiando». Con questo accorato allarme, lanciato al 112 nel cuore della notte, una bambina di appena 12 ha chiesto aiuto ai carabinieri salvando la mamma dall’aggressione subita dall’uomo che conviveva con loro. È quanto accaduto a Montesilvano nella notte tra lunedì e martedì quando al numero di numero unico di emergenza 112 è arrivata la telefonata di una bambina terrorizzata che, con voce tremante, chiedeva aiuto per la violenza domestica che si stava consumando davanti ai suoi occhi e a quelli del fratellino di tre anni. Chiusa in camera per sfuggire alla furia del compagno della madre che temeva potesse picchiare anche lei, la piccola ha avuto però la prontezza e il coraggio di chiamare le forze dell’ordine chiedendo loro di intervenire. La 12enne ha poi specificato all’operatore di non poter andare ad aprire personalmente la porta «perché se esco picchia anche me», ha spiegato con estrema lucidità ai carabinieri, guidati dal comandante provinciale, il colonnello Riccardo Barbera. Immediatamente i militari del Nucleo Radiomobile di Montesilvano hanno raggiunto l’abitazione indicata dalla bambina dove erano ancora evidenti i segni della violenta litigata, sia sugli oggetti che sul volto della donna di 42 anni che presentava graffi ed ematomi ed era fortemente agitata.
Durante la nottata, parlando con la vittima dell’aggressione, i carabinieri hanno ricostruito il vissuto della coppia scandito da atti di vessazioni e violenze, offese verbali, anche davanti a colleghi di lavoro, poiché i due conviventi lavorano insieme. Una violenza che ha raggiunto il culmine proprio l’altra notte quando il piccolo di tre anni ha iniziato a piangere in camera da letto e il cinquantenne, infastidito, ha svegliato la donna che si era addormentata sul divano, lanciandole un bicchiere d’acqua in faccia. Non soddisfatto, l’ha trascinata tirandola per i capelli fino in camera da letto e poi ha iniziato a prenderla a pugni e a schiaffi, per poi afferrarla al collo esercitando una forte pressione sul mento e sulla bocca come a volerla soffocare, mentre con il ginocchio la teneva bloccata spingendo sullo sterno. A quel punto la bimba, trovando rifugio in un’altra stanza, ha trovato la forza di chiamare i soccorsi, salvando la madre da un epilogo che avrebbe potuto essere molto più grave. La donna ha poi confessato ai carabinieri che veniva spesso colpita alla testa dal compagno che le diceva: «Così non ti lascio segni visibili».
Al termine della ricostruzione, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamento contro familiari o conviventi, con l’aggravante di aver commesso il fatto in presenza di minori. Su disposizione del pm di turno, il 50enne è stato rinchiuso in carcere in attesa dell’udienza di convalida.

