Il Comune: 20 milioni per l’area di risulta

PESCARA. Riprogrammazione e rimodulazione del Masterplan. Questo il tema guida della riunione di ieri tra il sindaco Carlo Masci, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e i dirigenti...
PESCARA. Riprogrammazione e rimodulazione del Masterplan. Questo il tema guida della riunione di ieri tra il sindaco Carlo Masci, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e i dirigenti delle rispettive amministrazioni.
Al tavolo presieduto dal sindaco, hanno partecipato, tra gli altri, i dirigenti regionali Emanuela Grimaldi ed Emidio Primavera, il segretario generale del Comune di Pescara, Carla Monaco, il direttore generale del Comune Tommaso Vespasiano e il capo di gabinetto Guido Dezio.
Al centro della discussione, la richiesta da parte dell’amministrazione comunale di ulteriori fondi da destinare all’area di risulta.
Il Comune di Pescara ha chiesto infatti che la somma da destinare alle opere da realizzare sull’area venga rimodulata fino a 20milioni.
Per il sindaco Masci l’area di risulta rappresenta un punto focale dell’azione amministrativa: «Vogliamo far sì che nei prossimi 5 anni questa area svesta definitivamente l’etichetta di area di risulta e diventi a tutti gli effetti un luogo di grande vivibilità per la cittadinanza. Un luogo dove parco, parcheggi e terminal bus possano convivere in uno spazio perfettamente integrato e sostenibile. Sarà l’investimento più importante per la città che noi immaginiamo per il futuro prossimo».
La rimodulazione del Masterplan prevede anche una richiesta fino a 3 milioni per la realizzazione del Parco Nord in un’ottica di sostenibilità ambientale legata al miglioramento della qualità della vita.
Nella riunione si è discusso anche dei 15 milioni di fondi Anas che saranno utilizzati per il prolungamento dell’asse attrezzato al porto. Per questa ultima opera, il sindaco ha dato input ai propri uffici affinché rivedano il progetto preliminare per una rigenerazione complessiva di via Andrea Doria e del Lungofiume Sud, con l’eliminazione dell’attuale barriera ostativa tra banchina e sede stradale e conseguente ideazione di uno spazio fruibile dalla cittadinanza, sulla scorta di quanto avviene nelle più belle e sviluppate realtà urbane fluviali europee.

