Il Comune: all’Aurum le sculture di Michetti lasciate nel sottoscala

L’assessore alla Cultura replica alla figlia dello scultore che aveva chiesto di «ridare dignità» alle opere del padre
PESCARA. Dal sottoscala del museo Colonna a uno spazio di primo piano all’interno dell’Aurum, accanto alla sala dedicata a Vincentino Michetti.
Saranno prima restaurate e poi trasferite all’Aurum, “Paola” e il “Galata morente”, le statue dell’artista pescarese, scomparso 22 anni fa che, secondo quanto denunciato dalla figlia Laila Michetti «giacciono abbandonate, una nel sottoscala e l’altra all’esterno, annerita e immersa nel degrado, del museo d’arte Vittoria Colonna».
La «promessa del trasferimento e quindi la possibilità di riunire le statue che fanno parte del patrimonio di Vicentino Michetti» arriva dall’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo a seguito della denuncia dell’erede dell’artista originario di Calascio, dove è nato il 16 febbraio 1909.
Il provvedimento dell’assessore è accolto con soddisfazione da Laila Michetti, che commenta: «Mio padre desiderava che la città avesse una sala con tutte le sue opere e dedicata a lui».
C’è voluto del tempo, ma lo scorso anno all’Aurum è stata inaugurata la sala Michetti (ex sala Barbella) grazie all’impegno del vice sindaco Antonio Blasioli e di Licio Di Biase, direttore del polo artistico e storico pescarese che nei mesi scorsi aveva pensato e proposto la sistemazione delle opere in un ballatoio adiacente la sala Michetti, allestita, questa, dal cugino architetto di Laila, Antonio Michetti. Una soluzione che aprirà uno spiraglio di riflessione nell’assessore Di Iacovo, il quale, nel frattempo, annuncia l’interessamento a ridare dignità alle sculture abbandonate al Colonna. La figlia dello scultore segnala anche il ripristino delle condizioni di decoro della “Bella dormiente” in bronzo lasciata in abbandono nei giardini del museo Paparella, in viale Regina Margherita.
Nel 1995, due anni prima della morte avvenuta il 18 maggio 1997, Vicentino Michetti fece atto di donazione al Comune, all’epoca guidato dal sindaco Carlo Pace, di un patrimonio di 83 opere così suddivise: 37 sculture in terracotta, bronzo, marmo, cera e gesso, 1 quadro ad olio e 45 disegni numerati, per un valore stimato di 221 milioni di vecchie lire. La sola “Paola”, opera grezza in gesso dal piede destro spezzato, ha un valore stimato, all’epoca, di 15 milioni di lire. Quasi tutto il patrimonio artistico di Michetti è stato messo in esposizione all’Aurum, ma nessuno dei protagonisti di questa operazione riesce a spiegare come mai “Paola” e il “Galata” sono rimaste a giacere nel degrado al Colonna.
Il primo passo sarà «il restauro delle opere, poi possiamo pensare alla sistemazione all’Aurum, soluzione che mi trova d’accordo», dice Laila Michetti, «così come mi sarebbe stata bene una eventuale sistemazione al museo Colonna, dove si trovano attualmente. Ringrazio l’assessore Di Iacovo, Blasioli e Di Biase che hanno fatto il possibile per realizzare il sogno di mio padre con la creazione della sala a lui dedicata».

