Il Comune annulla le cartelle pazze

16 Gennaio 2015

Il sindaco: pronti a cancellare le bollette con le tasse inventate

PIANELLA. Saranno annullate d’ufficio, dal Comune, le cartelle pazze con le tasse inventate recapitate a migliaia di contribuenti di Pianella nell’ambito di una campagna, ormai andata a monte, per il recupero delle imposte evase negli anni scorsi. Lo ha annunciato ieri il sindaco Sandro Marinelli, al termine di una riunione con la partecipazione di amministratori comunali, rappresentanti della società incaricata di inviare gli accertamenti, commercialisti e delegati dei patronati che operano a Pianella. Nell’occhio del ciclone sono finite le indebite richieste di pagamento per l’Ici 2010 e 2011 sulla prima casa, anni in cui l’imposta già non esisteva più, oltre all’applicazione dell’aliquota Imu 2012 calcolata al 10,6 anziché al 4 per mille, più la mancata individuazione delle pertinenze.

«Ringrazio nuovamente coloro che hanno collaborato per evitare ulteriori disagi ai cittadini», afferma il sindaco, «la gravità della situazione che si è venuta a creare, i cui costi non ricadranno sulla collettività, non poteva essere affrontata semplicemente aumentando i giorni di apertura al pubblico dell’ufficio Tributi, per questo intendiamo procedere con l’annullamento d’ufficio e con il recapito a domicilio degli annullamenti, senza ulteriori aggravi».

Sul caos tributi interviene l’ex sindaco Giorgio D’Ambrosio, della lista Pianella Unita, in consiglio comunale all’opposizione: «Questa volta il sindaco non ha potuto attribuire colpe alla precedente amministrazione, con la solita scusa della mancanza di una banca dati. Gli errori sono frutto di errate e grossolane valutazioni di inquadramento della situazione reale. Ci chiediamo se state consultate le due banche dati principali per effettuare i controlli Ici in possesso del Comune, anagrafe comunale e catasto. Perché», si domanda D’Ambrosio, «nessun addetto in Comune ha controllato le richieste di pagamento prima di inviarle ai cittadini?». L’ex sindaco parla poi dei costi: «Chi pagherà le spese postali per le spedizioni? Il massimo responsabile è proprio il primo cittadino, che quantomeno dovrebbe chiedere le dimissioni del consigliere delegato ai tributi che si è dimostrato non adatto all’incarico». (g.d.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA