Il Comune cerca case per i poveri

11 Marzo 2019

All’avviso possono rispondere privati ed enti pubblici. Gli immobili solo su Pescara 

PESCARA. Ai poveri serve la casa. Prima la casa. Per questo l’assessorato alle Politiche sociali, diretto da Antonella Allegrino, ha dato il via libera al progetto “Housing first”(prima la casa, appunto) attraverso il quale viene lanciato l’appello al reperimento di «immobili di uso residenziale da destinare all’accoglienza di persone senza fissa dimora».
La ricerca, viene spiegato dal Comune che ha approvato la delibera con cui avvia il procedimento di individuazione di appartamenti idonei, avviene «attraverso un avviso pubblico finalizzato ad acquisire manifestazioni di interesse da parte di enti pubblici e privati, persone fisiche e operatori economici disponibili a cederli in locazione al Comune». Tra i requisiti da rispettare vi è il fatto che gli immobili «dovranno essere situati nel territorio comunale ad esclusione delle zone ad alta vocazione turistica e commerciale».
Spiega, l’assessore Allegrino: «L’Housing first è un approccio partito negli Stati Uniti e poi si è diffuso in Europa, ottenendo successi senza precedenti in termini di contrasto alla “homelessness”. Si fonda sull’assunto che la casa è un diritto umano e sull’autodeterminazione delle scelte degli utenti, mantenendo i servizi di sostegno continui per tutto il tempo necessario a seconda dei bisogni individuali». L’obiettivo è «il recupero e la restituzione di dignità» del soggetto senza fissa dimora, «ma ciò non comporta che la persona non abbia più problemi, per esempio, di abuso di alcool». In questi casi «ci saranno supporti, aiuti e cure ma senza costrizioni, con un approccio positivo e adattato sugli utenti che nella casa troveranno un luogo identitario in cui avere cura di se stessi e ritrovare il senso di appartenenza alla comunità». Conclude, l’assessore: «È un modello a cui stiamo lavorando da tempo, che non si sostituisce alle strutture già esistenti nè alle soluzioni emergenziali di ospitalità notturna necessarie per far fronte alle temperature invernali», vedi dormitorio. L’iniziativa si inserisce nel progetto “Abitare i luoghi, vivere in comunità” finanziato con 518mila euro di fondi europei.