Il Comune compra casa Flaiano «Ora la apriremo al pubblico»

Arriva il via libera del Consiglio per l’acquisto del primo piano della palazzina: costerà 85mila euro L’assessore: «Aumenta l’attrattività della zona, vogliamo restituire ai pescaresi un luogo identitario»
PESCARA. Il primo passo è fatto. Il Comune, nella riunione di ieri del Consiglio, ha esercitato il diritto di prelazione per l’acquisto di una porzione della casa dove il 5 marzo 1910 nacque Ennio Flaiano, cioè il primo piano dell’immobile che si trova in corso Manthoné, al numero 37, dove molti turisti si fermano per scattare una foto ricordo sotto alla targa apposta sull’edificio, senza però poterlo visitare. Ora il prossimo obiettivo è di lavorare per aprire la struttura al pubblico, a pochi passi da casa D’Annunzio.
Con il voto di ieri c’è il via libera alla acquisizione della piena proprietà, per una somma di 85 mila euro, dell’appartamento di 75 metri quadri (3,5 vani catastali) che si trova nello stabile dichiarato nel 1991 di interesse storico-artistico e quindi sottoposto a vincolo (così come il fabbricato contiguo che, con esso, costituiva un immobile unico). «Siamo stati informati della vendita dalla Soprintendenza e abbiamo avuto 20 giorni di tempo per fare tutto (tra la delibera e la variazione di bilancio per individuare i fondi)», spiega l’assessore Maria Rita Carota. «Ora contiamo di valorizzare la struttura, che vediamo come luogo identitario della cultura cittadina, da aprire al pubblico: vogliamo restituirlo alla città. Ci metteremo in moto per capire come procedere» e la prima cosa da fare sarà sentire il ministero. Ma intanto l’assessore si gode la soddisfazione di questo traguardo raggiunto, che garantisce al centro storico «un importante vantaggio in termini di attrattività». «È una conquista identitaria per tutta la città», dice. «Anche se le spoglie riposano altrove, Ennio Flaiano è tornato a casa. Mi riempie di orgoglio l’acquisizione di questo luogo dal grande valore simbolico ma anche la prospettiva che si potrà determinare intorno ad esso». Il Comune punta ad avere «un ruolo attivo nella gestione dell’intero complesso della casa natale di Flaiano, valorizzandone le potenzialità sia a scopo culturale che turistico».
Si chiude un cerchio che doveva chiudersi già molti anni fa, per Carla Tiboni, presidente dei premi internazionali Flaiano e della Fondazione Edoardo Tiboni. «È una bella notizia», commenta dopo aver saputo del voto in Consiglio. E saluta la «nascita di una Flaianozone», vista la vicinanza tra casa Flaiano e il Mediamuseum di piazza Alessandrini. Ricorda che «l’Associazione Flaiano già dal 1994 aveva chiesto all’amministrazione comunale di allora l’acquisto dell’immobile, per il prezzo di 400 milioni. Non fu fatto e negli anni non è stato dato seguito a tale richiesta. Non c’è al mondo una strada che possa vantare un unicum come corso Manthoné dove sono nati due grandissimi personaggi come D’Annunzio e Flaiano che ineludibilmente devono rappresentare insieme Pescara e l’Abruzzo nel mondo». Guardando al futuro Tiboni si augura che «la riqualificazione del Mediamuseum, che conserva il materiale di Flaiano, possa costituire il giusto completamento sinergico di casa Flaiano, anche per la strategica vicinanza». Dice sì alla possibilità di «fornire materiale» per aprire al pubblico casa Flaiano: «È importante dare la possibilità di entrarci», aggiunge, «la casa natale andava ricompresa tra gli elementi di visita che aiutano a far conoscere Flaiano» e il passaggio di ieri fa intravedere «una utilizzabilità fruttuosa dal punto di vista culturale e turistico».

