Il Comune condannato ad assumere una vigilessa

SAN GIOVAQNNI TEATINO. Il Comune di San Giovanni Teatino perde un’altra causa di lavoro. Il giudice Laura Ciarcia ha condannato l’ente ad assumere una vigilessa, R.D.F, che dopo aver superato, nel...
SAN GIOVAQNNI TEATINO. Il Comune di San Giovanni Teatino perde un’altra causa di lavoro. Il giudice Laura Ciarcia ha condannato l’ente ad assumere una vigilessa, R.D.F, che dopo aver superato, nel 2014, una selezione per il trasferimento da un altro Comune non è stata mai inserita nel comando di polizia municipale di San Giovanni Teatino, dove a metà 2015 prese servizio una dipendente, ex addetta della farmacia comunale, in virtù di una sentenza che obbligò il Comune a reintegrare l’impiegata che si era rifiutata di passare al privato in seguito alla vendita della farmacia pubblica avvenuta nel 2013.
La vicenda della mancata assunzione dell’agente di polizia urbana R.D.F. comincia con la pubblicazione, nel settembre 2014, di un bando di mobilità volontaria per reperire due vigili disposti a trasferirsi a San Giovanni Teatino, con contratto a tempo indeterminato part time al 50%. La vigilessa, in servizio da anni in un piccolo paese in provincia dell’Aquila, partecipa al bando classificandosi al secondo posto. Successivamente, febbraio 2015, al comando vigili di Sambuceto viene assunto l’agente piazzato primo in graduatoria, mentre con una delibera di marzo della giunta Marinucci l’assunzione di R.D.F. viene differita, pur essendo già previsto il posto nella dotazione organica dell’ente, il primo giugno dello stesso anno. Avendo nel frattempo il Comune perso il ricorso intentato dall’ex dipendente della farmacia, l’amministrazione decide di sopprimere il posto della vigilessa, per fare spazio, dal 10 giugno, alla vincitrice della causa che, con sentenza confermata in appello, ottiene il diritto a essere reintegrata.
Ma nessuno informa R.D.F. che il suo posto di lavoro al Comune di San Giovanni Teatino non c’è più. La vigilessa viene infatti a conoscenza che non è più nei programmi dell’ente assumerla solo dopo un accesso agli atti che lei stessa decide di fare nel luglio 2015. Da quel momento, assistita dall’avvocato Diego De Carolis, la lavoratrice, madre di un bambino con problemi di salute, decide di impugnare i provvedimenti del Comune prima davanti al Tar, che però si dichiara non competente a procedere, poi al Tribunale del lavoro di Chieti, che due giorni fa ha emesso la sentenza che conferma il suo diritto a lavorare nel comando vigili urbani di San Giovanni Teatino, con assunzione a tempo indeterminato come agente di polizia part-time 50%, categoria C. Il Comune dovrà inoltre pagare le spese legali.
L’ente negli ultimi anni ha già perso le cause promosse da tre ex dipendenti della Fb Servizi, che erano stati licenziati quando la società venne posta in liquidazione, a fine 2014, i quali hanno poi riottenuto il posto nella nuova società Sgt Multiservizi e il risarcimento per gli stipendi non percepiti nel periodo del licenziamento.
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