Il Comune e le bollette alle stelle: tagli all’illuminazione della città

16 Marzo 2022

Masci ipotizza di accendere i lampioni più tardi e di ridurre la temperatura negli edifici pubblici «L’imperativo è risparmiare, ma va trovato un equilibrio: la città deve continuare a funzionare»

PESCARA. Ridurre la temperatura degli impianti di riscaldamento negli edifici pubblici e rivedere l’orario di accensione e spegnimento dei lampioni, in città. Sono le misure che il Comune potrebbe adottare per contenere le spese delle bollette che si annunciano molto più salate anche per Palazzo di città e non solo per le famiglie, le imprese, le attività. Per ora si tratta di un’ipotesi, in attesa che l’approfondimento chiesto agli uffici dal sindaco Carlo Masci venga completato.
«L’imperativo è risparmiare», spiega proprio Masci, ma prima di prendere provvedimenti intende valutare alcuni aspetti fondamentali. «Non si può ridurre la sicurezza e non si deve incidere sulla qualità della vita dei cittadini», dice ancora il sindaco, «ma resta il fatto che bisogna capire come muoversi, ipotizzare vari scenari per affrontare il caro bollette ed abbattere i costi altrimenti l’alternativa è aumentare le tasse e le tariffe» e non è la strada presa in considerazione fino a questo momento.
«I costi dell’energia sono raddoppiati se non triplicati e così come incidono su tutte le famiglie, gravano anche sui bilanci degli enti pubblici. Sappiamo già che per l’energia spenderemo 2,7 milioni di euro in più per cui si deve individuare il modo per tagliare queste cifre, a meno che non arrivino dei fondi dello Stato. E non è l’unica voce ad aumentare», prosegue il primo cittadino che pensa non solo alla illuminazione degli uffici, delle strade e delle scuole, per dirne alcuni, ma anche al riscaldamento delle strutture pubbliche e ai mezzi della società che si occupa dei rifiuti, che rappresenteranno una spesa in più per il carburante, il cui prezzo sta salendo in maniera vertiginosa.
«Si potrebbe intervenire accendendo le luci più tardi, la sera, cioè avanzando l’orario di accensione di una trentina di minuti, o di spegnerle 30 minuti prima la mattina. E un’latra possibilità è quella di ridurre la temperatura negli edifici pubblici di un grado: tutte misure che potrebbero non spostare niente ma che possono rivelarsi utili per far quadrare i conti, e i conti devono quadrare. Non esiste più il concetto “tutto gratis” di un tempo, cioè a carico del pubblico: bisogna adeguarsi alla nuova realtà, trovando soluzioni e facendo delle scelte» che non sempre possono essere comprese o accettate a cuor leggero dai cittadini e un esempio sono i nuovi parcheggi a pagamento che già hanno sollevato critiche.
«Siamo in un momento in cui nulla è più come prima», e lo dice la storia, fa notare Masci. «Abbiamo affrontato la pandemia e ora una emergenza umanitaria e con i nostri interventi su questi fronti abbiamo sostenuto e sosteniamo una serie di spese che non sappiamo se saranno rimborsate dallo Stato e in che misura. In un mondo che è oggettivamente cambiato, bisogna ricalibrarsi. Come Comune non ci tiriamo indietro ma dobbiamo capire come attuare determinati interventi». Con il caro bollette che incombe, Masci valuterà «se vale la pena agire su luce e riscaldamento perché dobbiamo fare in modo di risparmiare senza incidere in maniera esagerata sui cittadini. Si deve trovare il giusto equilibrio, la città deve continuare a ‘funzionare’, e per capire come muoverci è necessario studiare i dati» sul taglio delle spese chiesto agli uffici.