Il Comune non ha il piano demaniale

Per concedere le autorizzazioni, si fa riferimento alla normativa regionale
PESCARA. La piscina di Apollo potrebbe fare da apripista a quelle di altri stabilimenti balneari a ridosso del fiume. Al momento, come riferisce il dirigente dell’ufficio Attività edilizie e produttive del Comune, Gaetano Silverii, di richieste non ce ne sono, considerato anche che non si farebbe in tempo a concludere l’iter dei permessi per questa stagione balneare. Ma molti sono gli intenzionati.
Qual è la trafila per ottenere l’autorizzazione, quali sono i requisiti? «Oggi applichiamo il piano regionale demaniale visto che il Consiglio comunale non si è adeguato con un piano demaniale comunale, i cui termini sono scaduti da circa un anno», spiega Silverii. «Per questo anche la trafila dell’Apollo è stata lunga, perché ci siamo trovati di fronte a un vuoto che abbiamo dovuto chiarire con l’ufficio legale della Regione per capire come declinare a livello locale la normativa soprattutto sugli aspetti prescrittivi legati a misure, distanze e percentuali. D’ora in poi dovrebbe essere più facile, parliamo di un iter burocratico di quattro mesi, in media, dalla presentazione della domanda al rilascio del titolo. Tenendo però presente che la piscina comporta un movimento terra vietato dal piano comunale demaniale. Ad Apollo, con la piscina prefabbricata», spiega, «c’è stato un movimento terra minimo e l’area è andata comunque a saturare le limitazioni previste per passerelle, piazzole e piattaforme. Che non possono andare oltre i 325 metri quadrati. Salvo poi poter posare d’estate a altre chiazze a terra, tipo passerelle, che vanno tolte a fine stagione. Su questo facciamo controlli con Capitaneria e Finanza». (s.d.l.)
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