Il Comune non paga le ditte da tre mesi

Troppi debiti, Maragno ferma i pagamenti per evitare di sforare i limiti imposti dallo Stato. Ma così si rischia lo stop ai lavori
MONTESILVANO. Il Comune blocca i pagamenti alle imprese con la scusa della spending review. I conti del Comune, che per il sindaco Francesco Maragno hanno 65 milioni di euro di debiti, si ripercuotono sulle ditte che hanno effettuato o stanno ancora effettuando lavori per la città. L’amministrazione ha, infatti, deciso di chiudere i rubinetti per almeno tre mesi nella speranza che questo contribuisca a risollevare i conti del Comune. A rendere nota «la difficile decisione» è l’assessore al Bilancio Caterina Verrigni. «Per evitare lo sforamento del Patto di stabilità siamo stati costretti a bloccare temporaneamente, da ottobre sino al 31 dicembre 2014, tutti i pagamenti alle imprese». La speranza dell’amministrazione è quella di poter ricominciare a pagare regolarmente le ditte già a partire da gennaio 2015, anche se per il momento l’assessore non si sbilancia. «Sin dai primi giorni dal nostro insediamento ci siamo mossi nell’ottica della spending review», assicura Verrigni, «apportando significativi tagli della spesa pubblica e avviando le procedure per la razionalizzazione delle spese delle aziende partecipate. Tuttavia resta un preoccupante dato relativo allo sforamento del Patto di stabilità, che comporterebbe minori trasferimenti statali».
Il Comune, come più volte sottolineato dal sindaco e dall’assessore al Bilancio, infatti, vive uno squilibrio tra le entrate, ferme a 33 milioni di euro, e le spese correnti che si attestano sui 34 milioni di euro, a cui devono essere sommati circa 6,4 milioni per anticipazione di liquidità richiesta alla Cassa depositi e prestiti solo nel 2014. Questo incide negativamente sul pagamento delle spese correnti e dei 47 milioni di euro di mutui, così come gli oltre 64 milioni di euro di debiti accertati al 26 settembre, ai quali vanno aggiunti i debiti fuori bilancio, rischiano di portare l’ente al “predissesto”, come già accaduto a Pescara. Fino a quel momento, tuttavia, la strada scelta è quella di bloccare le uscite tra cui, appunto, i pagamenti alle imprese che rischia però di far fermare i cantieri, molti dei quali già da tempo deserti, primo fra tutti quello del distretto sanitario di base di via Di Vittorio. «Per evitare lo sforamento del Patto di stabilità, che al 30 giugno 2014 era superato per oltre 11 milioni di euro, abbiamo dovuto prendere questa difficile decisione», spiega Verrigni concludendo che «le anticipazioni di liquidità complessive, per un totale di 10 milioni di euro, richieste negli ultimi 12 mesi – di cui la prima di circa 3,6 milioni di euro predisposta dalla precedente amministrazione – rappresentano un ulteriore segnale dell’estrema difficoltà economica e finanziaria dell’ente».
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