Il Comune: Palazzi Clerico bomba sociale da eliminare

6 Novembre 2018

Vertice tra Blasioli e gli eredi degli immobili dislocati tra via Tavo e via Tiburtina Mozione di D’Incecco (Lega) per censire gli edifici abbandonati della città  

PESCARA. Dopo lo sgombero dei palazzi Clerico , meta di tossici e senza fissa dimora e dopo la messa in sicurezza dell’area, ieri il Comune ha incontrato gli eredi degli immobili tra via Tavo e via Tiburtina per fare il punto della situazione dei fabbricati non terminati e tracciare un percorso che abbia come obiettivo la ricerca di «una destinazione degli edifici» come annuncia l’amministrazione.
Alla riunione in Comune, oltre agli eredi, erano presenti il vice sindaco Antonio Blasioli, l’assessore al Governo del territorio Loredana Scotolati, il direttore del comparto tecnico Tommaso Vespasiano, il dirigente dell’Urbanistica Gaetano Silverii e settore Edilizia Aldo Cicconetti e la responsabile del servizio, Isabel D’Ercole.
Blasioli sul degrado degli edifici: «È un detrattore ambientale, una bomba sociale da eliminare». Si dice «soddisfatto della collaborazione avviata con gli eredi, stufi di vedere associato il loro nome a una situazione di cui non hanno colpe. I nostri uffici si sono presi una settimana di tempo per esaminare i documenti, torneremo a riunirci martedì 13 novembre per comprendere quale possa essere il migliore strumento edilizio per agire. La decisione toccherà ai proprietari». L’amministratore rende noto, inoltre, di aver «esaminato la messa in sicurezza dell’area e degli immobili, oggi meta di senza dimora e tossici e apprezzato il fatto che le aree sono state pulite e richiuse. Ci attendiamo un’interdizione degli edifici che risolva il problema fino alla prossima destinazione», conclude il vice sindaco. Sull’argomento ieri è stata presentata una mozione dal consigliere della Lega Vincenzo D’Incecco, con la quale si impegna il sindaco Marco Alessandrini e l’amministrazione ad «attivarsi immediatamente con gli uffici competenti per censire minuziosamente le aree di degrado, gli edifici pubblici e privati abbandonati diventati centro di degrado diffuso, a intervenire sul patrimonio immobiliare ed emanare ordinanza per obbligare i proprietari degli edifici abbandonati a ristabilire le condizioni per impedirne le occupazioni abusive».
In una nota il Comune ripercorre la genesi di una «complessa procedura riguardante i palazzi Clerico risalente al 30 agosto 1968, 50 anni fa, quando sono state rilasciate le licenze edilizie. Tre di questi edifici sono stati completati, venduti e abitati». Spiegano gli amministratori che «si tratta di quelli posti tra gli immobili Ater noti come “ferro di cavallo” e i ruderi ancora in costruzione. Delle strutture rimanenti, due palazzi sono terminati, mancano solo le rifiniture, mentre di un altro sono state realizzate solo le fondamenta».
Quindi «con il cambio del piano regolatore, un’ordinanza del sindaco dell’epoca datata 16 novembre 1983 in applicazione alle norme di salvaguardia, dispose la decadenza delle licenze edilizie.
Il 27 gennaio 1984 Emidio e Domenico Clerico impugnarono l’ordinanza davanti al Tar che con sentenza 397 del 1985 accoglieva i ricorsi dei proprietari. Successivamente la sentenza, probabilmente anche a causa dell’improvvisa fine della legislatura conseguente alla morte dell’allora sindaco Alberto Casalini, non venne impugnata ed è quindi passata in giudicato. Gli eredi Clerico chiesero una proroga dei termini, ma l’amministrazione dell’epoca non si espresse». Dopo anni di immobilismo, oggi l’iter riparte. (e.r.)