Il Comune vince la causa per i libri di D’Alfonso

24 Luglio 2015

PESCARA. Il Comune, almeno per il momento, non dovrà sborsare un centesimo per i 2000 libri stampati da Carsa edizioni, nei quali si descrivevano le opere compiute dall’amministrazione guidata dall’al...

PESCARA. Il Comune, almeno per il momento, non dovrà sborsare un centesimo per i 2000 libri stampati da Carsa edizioni, nei quali si descrivevano le opere compiute dall’amministrazione guidata dall’allora sindaco Luciano D’Alfonso, nel 2008. Lo ha deciso ieri mattina il tribunale di Pescara (giudice monocratico Franca Di Felice), il quale ha «bloccato preventivamente», ha spiegato il legale del Comune, Domenico Russi, il procedimento giudiziale che si era aperto.

La causa sarebbe da rintracciare nell’assenza di un contratto tra le parti, Comune e Carsa, in cui si sarebbero dovute stabilire le condizioni per la pubblicazione dei 2000 libri; libri per i quali Carsa inizialmente ha chiesto 100.000 euro come retribuzione.

«Nei rapporti con le pubbliche amministrazioni», ha fatto notare l’avvocato Russi, «i contratti devono essere redatti e devono essere previsti degli impegni di spesa. Tutto ciò, nel caso in questione», ha aggiunto l’avvocato del Comune, «non c’è stato».

Ma quella di ieri è solo una sentenza di primo grado e non solo è appellabile, ma apre anche ad altri scenari. Da una parte Carsa potrà appellarsi, entro 90 giorni da ieri (o entro 30 giorni dalla notifica) contro la sentenza, mentre dall'altra potrà avviare un nuovo procedimento giudiziale, nel quale dovrà però dimostrare che i 2000 libri in oggetto siano stati effettivamente utilizzati dal Comune. Insomma, partita ancora potenzialmente aperta tra Comune e Carsa.

Tant’è che proprio per evitare brutte sorprese, il Comune aveva tentato, nei giorni scorsi, la via di una transazione mettendo sul piatto circa 47 mila euro (meno della metà della richiesta di Carsa), attraverso una delibera del consiglio comunale.

Una delibera che tuttavia lunedì scorso è stata ritirata così come quella, analoga, presentata all’inizio dell’anno per chiudere il contenzioso.

Una delibera, tra l’altro, che lunedì scorso aveva anche diviso la maggioranza di centrosinistra. Ora si attendono le mosse di Carsa edizioni, che il Centro ieri ha provato a contattare, telefonando ai suoi due legali con i quali è stata rappresentata in giudizio, Monica e Ivan Di Toro Mammarella, ma senza esito.

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