Il Comune vuole tagliare 11 pini

29 Aprile 2016

Viale Regina Margherita: non ci sono i soldi per tentare di salvare gli alberi

PESCARA. È ancora scontro sui pini da tagliare in viale Regina Margherita. Da una parte c’è il Comune che vuole continuare a tagliare gli alberi considerati pericolosi; dall’altra ci sono gli ambientalisti che contestano le analisi svolte dal Comune sulle piante, chiedono approfondimenti e mirano a salvare gli alberi che ritengono non pericolosi ma sani. In mezzo, tra le due posizioni, c’è anche una questione di soldi: ieri, durante un faccia a faccia con gli ambientalisti, a partire da Loredana Di Paola ed Edvige Ricci, l’amministrazione ha fatto capire che non vuole investire risorse per tentare il salvataggio di piante che, secondo gli agronomi, potrebbero cadere. Interventi che, per gli ambientalisti, costerebbero però solo qualche migliaia di euro.

Un braccio di ferro a oltranza: se il sindaco Pd Marco Alessandrini e l’assessore al Verde Laura Di Pietro, forti dell’ultimo pronunciamento del Tar, avevano convocato gli ambientalisti con l’obiettivo di sgombrare il campo dalle polemiche e far ripartire i tagli degli alberi, non è andata proprio così e le posizioni restano lontane. Si tratta, alla fine dei conti, su 6 alberi, ma per gli ambientalisti quella in ballo è una questione di principio perché, secondo loro, i controlli sulle piante di viale Regina Margherita sarebbero stati poco approfonditi.

Dei 240 pini lungo viale Regina Margherita, sono 19 quelli considerati a rischio e 6 sono stati già abbattuti tra le polemiche fino allo stop della Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio. Ne restano, quindi, altri 13 e il Comune vuole andare avanti: nella riunione di ieri, è stato annunciato che sono urgenti almeno altri 11 abbattimenti. Un numero troppo grande per gli ambientalisti: secondo gli ambientalisti, gli alberi pericolosi sarebbero al massimo 5 mentre sugli altri 6 si dovrebbero fare nuove perizie e si potrebbero salvare con diversi interventi. Su questo, però, non c’è accordo: l’amministrazione ha fatto capire che le risorse disponibili sono poche e, se si dovesse scegliere tra salvare un vecchio pino e ripiantarne quasi altri 20 con la stessa spesa, la scelta ricadrebbe sulla seconda opzione.