Il Conservatorio si apre alla città Svelato il progetto da 10 milioni

24 Marzo 2019

Lo studio stilato dal dipartimento di Architettura dell’università prevede un auditorium da 500 posti spazi di registrazione, un’audioteca, un’area verde per spettacoli all’aperto e un punto di ristoro

PESCARA. Da conservatorio a distretto musicale. Una specie di grande casa della musica aperta alla città e ad essa strettamente integrata e connessa, grazie alla presenza della strada parco, ma non solo quella. È un progetto ambizioso quello per la trasformazione del conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara che potrà contare anche sugli spazi della ex scuola media di via Saffi, per espandersi e trasformarsi. Ma servono i fondi e potrebbero arrivare dal ministero visto che il Conservatorio, presieduto da Enzo Fimiani e diretto da Alfonso Patriarca, ha partecipato a un bando (che scadeva il 6 febbraio) presentando un progetto del Comune, con la consulenza dell’Università. E ora punta ad ottenere 10 milioni di euro.
Immaginare e disegnare un nuovo conservatorio è stata innanzitutto una questione di necessità, perché il numero degli studenti «è arrivato ad 800», dice Patriarca presentando pubblicamente il progetto, ed è cresciuta l’offerta formativa, dando spazio «alla popolar music e al jazz». Se si è riusciti a «garantire la convivenza tra la parte classica e quella moderna, è solo grazie a una buona organizzazione». Per definire tutta la procedura è stata fatta una vera e propria «corsa contro il tempo» e partecipando al bando si è praticamente «realizzato un sogno», per cui ora si spera che l’operazione «vada in porto» perché vorrebbe dire avere nuovi spazi e realizzare «una coesione con la città».
L’attività di preparazione è stata lunga e articolata ed è stata affidata al dipartimento di architettura dell’Università che si è speso con ricerche, laboratori e un gruppo di lavoro per mettere a punto le linee guida del progetto, seguendo il criterio della «sostenibilità ambientale, economica e sociale», spiega Maria Cristina Forlani, coordinatrice scientifica.
Il conservatorio - che diventerebbe un distretto musicale - non sarebbe più una struttura a sé stante, separata dalla città, ma sarebbe inserito in uno spazio pubblico aperto al resto del territorio. E la progettazione degli spazi dei servizi a piano terra è finalizzata a creare «una continuità fisico spaziale tra i servizi e lo spazio collettivo».
Con l’aumento delle aree a disposizione si potrà ambire a un auditorium degno di questo nome, che è «il focus dell’ampliamento», dice Forlani spiegando che sarà una «struttura flessibile dal punto di vista spaziale ed acustico, aperta a diverse possibilità» e quindi modulabile, in grado di ospitare fino a 500 persone ma anche di accogliere più eventi in contemporanea. E poi ancora aule «di alta qualità», studi di registrazione (che potrebbero essere dati in affitto o in gestione), una audioteca con postazioni e strumentazioni fono-video, consolle e totem multimediali per ascoltare e “vedere” la musica a 360 gradi, un hub musicale come punto di incontro tra studenti e professionisti per sviluppare progetti musicali da inserire sul mercato, un infopoint, punto ristoro, bookshop e spazi per associazioni e club pop&jazz. Tra i vari aspetti oggetto di studio anche «la resistenza sismica delle strutture, limitando le demolizioni il più possibile» e le pareti dinamiche, «per la riduzione del consumo energetico». All’esterno, dove è prevista un’area verde, ci sarebbero delle attrezzature (cioè involucri leggeri dalle linee morbide) per consentire spettacoli musicali all’aperto, fruibili in maniera «libera e casuale».
Il progetto non è solo un punto di partenza per una nuova vita del conservatorio ma anche un punto di arrivo di «un percorso virtuoso» che è stato seguito negli anni «per lo sviluppo di questo luogo di eccellenza», dice il sindaco Marco Alessandrini ricordando il coinvolgimento del Demanio, del Comune, dell’Università e del conservatorio stesso. L’ex scuola Muzii, trasformata da anni di abbandono in una sorta di discarica, «deve diventare altro» si augura il primo cittadino che è «fiducioso» di assistere anche allo sblocco di un’altra operazione, quella per la trasformazione dell’ex Ferrhotel in un ostello.
Per il consigliere regionale Antonio Blasioli, che da vice-sindaco ha seguito passo dopo passo tutto l’iter (affidato a Tommaso Vespasiano e Angelo Giuliante) il distretto musicale sarà il «luogo della cultura e la strada parco riconnetterà questi spazi ad altri luoghi della cultura e del tempo libero, e cioè il Warner Village e la Stella Maris di Montesilvano, le Naiadi, il teatro che sorgerà a piazza Duca al posto dell’auditorium e l’area di risulta. Così Pescara diventerà una città europea».
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