Il consiglio regionale ricorda l’avvocato Russo

FRANCAVILLA. Si svolgono questa mattina alle 11, nella chiesa di Santa Liberata, a Francavilla, i funerali dell'avvocato Marcello Russo, morto a 91 anni in seguito a una malattia. Giurista,...
FRANCAVILLA. Si svolgono questa mattina alle 11, nella chiesa di Santa Liberata, a Francavilla, i funerali dell'avvocato Marcello Russo, morto a 91 anni in seguito a una malattia. Giurista, amministratore pubblico, Russo è stato presidente del consiglio regionale dal 1975 al 1977 e padre del primo Statuto della Regione. La notizia della sua scomparsa, arrivata nella serata di mercoledì, ha raccolto il cordoglio di colleghi e amici, ma anche di chi pur non lo conosceva personalmente. Centinaia i messaggi arrivati e che continuano ad arrivare in queste ore. Tanti gli attestati di stima dal mondo politico, come dimostra il minuto di raccoglimento con cui ieri mattina il consiglio regionale ha voluto rendergli omaggio prima di iniziare i lavori. «È una scomparsa dolorosa», ha detto il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. «Se oggi siamo seduti qui è grazie sia a una stagione legata al regionalismo, che vide protagonisti uomini come Russo, sia grazie a strumenti come Statuto e Regolamento, che ci sono stati lasciati in eredità proprio da personalità come l'ex presidente Russo».
Anche il francavillese Daniele D’Amario, assessore regionale, ha voluto rivolgere il suo cordoglio alla famiglia Russo, esattamente come fatto da chi con lui ha condiviso battaglie politiche sempre improntate alla correttezza e alla lealtà.
«Lui, da buon socialista, è stato in contrapposizione con mio padre Gianni, democristiano, ma in seguito abbiamo sviluppato un rapporto splendido, conservato nel corso degli anni», racconta l'ex sindaco Roberto Angelucci, che nel 1998 lo sfidò al ballottaggio nella corsa a sindaco di Francavilla. «Prima del voto facemmo le primarie, decidendo che il perdente avrebbe appoggiato il vincente. Alla fine invece ci ritrovammo l’uno contro l'altro. Riuscii a spuntarla, ma questo non intaccò il rapporto. Era una persona ironica, divertente. Sapeva stare in mezzo alle persone. Gli piaceva cantare e scrivere poesie. L’ultima volta ci siamo visti per un pranzo con le nostre famiglie. Mi sento di dirgli grazie, mancherà a tutta la città».
Analogo il pensiero di Sandro Bruno, anche lui ex sindaco di Francavilla: «La nostra amicizia nacque nel dopoguerra, mi adottò quasi come fossi una mascotte», racconta con commozione. «Nella sua vita ha scelto la via del dissenso piuttosto che quella più comoda del consenso. Ha raggiunto vette altissime in Regione, ma se non fosse stato così innamorato della sua professione sarebbe andato oltre. Era dotato di ironia e di una satira pungente, che non ha mai lesinato nella nostra simpatica e vivace relazione epistolare, intrattenuta per lungo tempo». (a.d.s.)
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