IL CONVEGNO ALL’AURUM

Il convegno sulla città organizzato dal senatore Luciano D'Alfonso che si svolgerà oggi all'Aurum richiede risposte all'altezza delle questioni poste. Provo a indicarne qualcuna secondo il mio punto...
Il convegno sulla città organizzato dal senatore Luciano D'Alfonso che si svolgerà oggi all'Aurum richiede risposte all'altezza delle questioni poste. Provo a indicarne qualcuna secondo il mio punto di vista.
La prima questione, di carattere scientifico, riguarda la sostenibilità ambientale economica e sociale dei territori urbani e delle città. La sostenibilità è l'equilibrio tra le risorse naturali e tecnologiche a disposizione, l'energia necessaria alla loro trasformazione, il consumo, lo smaltimento e il riciclo di ciò che rimane.
Per questo motivo, è necessario superare l'era dei fossili ed entrare compiutamente nell'era delle energie rinnovabili. La sostenibilità è anche l'equità sociale da raggiungere tra i paesi, le popolazioni, le classi, le persone.
Per affrontare in modo adeguato il tema della sostenibilità è necessario fondare una vera e propria «scienza urbana e del territorio» che indirizzi e guidi l'azione della politica.
La seconda questione, di carattere culturale, riguarda la bellezza delle città, ovvero la costruzione nella città di luoghi civili, comunitari e rappresentativi che producano identità e senso collettivo.
Nella contemporaneità anche la ricerca della bellezza implica innovazione. Una innovazione che non nasce in astratto ma in risposta alle domande che il tempo storico pone al patrimonio artistico che le città custodiscono. È dall’esigenza di mettere in tensione questo patrimonio con le urgenze del presente che può nascere l’innovazione, mentre, al contrario, una inerte conservazione lo consegnerebbe ad un inesorabile deperimento. Ma niente si può custodire senza scienza e conoscenza e senza che il sapere si traduca nel saper fare.
L'architettura, nella sua più alta espressione, è l’arte e la scienza di dare forma al sapere nella costruzione della città. Il risultato di un tale sapere esibita nell'opera architettonica è la bellezza.
La terza questione, di carattere politico, riguarda i diritti di cittadinanza.
Diritti, ostacolati o favoriti dall'ambiente urbano nel quale si sviluppano le relazioni individuali, sociali e culturali delle persone; ostacolati o favoriti dalla forma stessa della città, ovvero dalla qualità dell'ambiente urbano e degli spazi pubblici e privati. La forma della città determina disuguaglianze di opportunità tra chi vive in un ambiente adeguato nei servizi, bello e rappresentativo nelle forme, socialmente tranquillo e sicuro, e chi vive in una dequalificata, poco sicura e brutta periferia urbana. Se si considera che le periferie costituiscono le aree più estese e densamente abitate delle città in tutto il mondo, ci si rende conto di quanto sia ampio il tema dei diritti di cittadinanza e prioritario l'obiettivo di attivare politiche di uguaglianza urbana.
In conclusione, arrivando al punto della presente riflessione, la sostenibilità ambientale, la bellezza, i nuovi diritti di cittadinanza, non si potranno affrontare in modo decisivo e coerente senza dotarsi degli strumenti più idonei a livello istituzionale. La proposta che voglio reiterare qui e rivolgere agli autorevoli partecipanti al convegno è stata già avanzata dal presidente nazionale dell'Ance, il sindaco di Bari Antonio Decaro, presente a questo convegno: «...chiediamo a quelle istituzioni che noi rappresentiamo sul territorio, al nuovo governo, di sostenerci con i fatti, di darci un interlocutore diretto e serio che conosca i nostri problemi. Chiediamo l’istituzione di un ministero del Territorio e delle città».
Il convegno odierno può provare a dare una risposta nel merito?
*Architetto, urbanista ed ex assessore comunale

