Il coordinatore D’Alessandro: abbiamo dato speranza alla gente

PESCARA. «Abbiamo raccolto le voci di tante solitudini, gente che ci annunciava un imminente suicidio, che non aveva soldi per fare la spesa, che si sentiva sola con i familiari fuori regione, che ha...
PESCARA. «Abbiamo raccolto le voci di tante solitudini, gente che ci annunciava un imminente suicidio, che non aveva soldi per fare la spesa, che si sentiva sola con i familiari fuori regione, che ha pianto e si è sfogata al telefono con noi. Ci siamo emozionati ogni volta che i cittadini ci hanno detto: grazie, siete i nostri angeli custodi».
Al ricordo di questa esperienza così potente, tra voci e cuori disperati, Giovanni D’Alessandro, coordinatore del pool delle associazioni di volontariato, dice «di avere i brividi». Una full immersion di tre mesi durante i quali i volontari si sono prodigati per aiutare i pescaresi in difficoltà, dimenticando talvolta le loro famiglie, persino loro stessi.
«Sono stati giorni intensi», ripercorre D’Alessandro, «i volontari hanno dato sempre la loro disponibilità, tra loro si sono trovati in sintonia, non si sono mai risparmiati. Fianco a fianco nelle cinque postazioni del Coc al Colonna, hanno risposto a oltre dodicimila telefonate di persone che avevano bisogno di aiuto per comprare viveri e a cui sono stati consegnati quasi 500 buoni spesa, lavorato a turni di 4 ore, ciascuno con 40 volontari a rotazione, inizialmente dalle 7,30 alle 22, poi dalle 8 alle 20, dal 7 maggio dalle 8 alle 19 nei giorni feriali e dalle 8 alle 14 nei festivi, diminuendo i servizi a mano a mano che si riaprivano le attività e la gente cominciava a riacquistare un po’ di normalità».
«Abbiamo cercato», conclude D’Alessandro, «di dare speranza alle persone sole che ci hanno chiamato per sfogarsi, per allentare la paura che ha attanagliato tutti soprattutto nel momento del picco, intorno alle festività, quando i contagi e i morti sembravano non finire mai. L’aiuto degli psicologi è stato eccezionale».(c.co.)
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