Il Corso perde Polizzi il negozio che servì anche Bartali e Senna

PESCARA. «Aveva un piedino piccolo, Ayrton Senna. Il pilota di Formula Uno portava il 39, ed era simpaticissimo. Poi c’era Gino Bartali, che era un habitué, ed è stato ospite a casa mia. E Valentini,...
PESCARA. «Aveva un piedino piccolo, Ayrton Senna. Il pilota di Formula Uno portava il 39, ed era simpaticissimo. Poi c’era Gino Bartali, che era un habitué, ed è stato ospite a casa mia. E Valentini, quello dei vini, che entrando diceva “Arriva un povero contadino”. Poi, dopo aver pagato, prendeva in macchina una bottiglia d’annata e me la consegnava».
L’album dei ricordi di Franco D’Alonzo è stracolmo e in questi giorni, gli ultimi di una lunghissima carriera, il commerciante ricorda uno ad uno i personaggi che hanno fatto compere nel suo negozio di abbigliamento e intimo, in corso Umberto 21 e che tra una decina di giorni chiuderà dopo 45 anni. Da quando sono comparsi sulle vetrine i manifesti per la liquidazione totale della merce, «è un via vai continuo di clienti, e il telefono non fa altro che squillare».
D’Alonzo, 73 anni, non se la sente di andare avanti, e non per la crisi. «Il negozio va benissimo, è florido, ma la mia socia Alma Andreatta, cugina di Beniamino, a 92 anni ha problemi a camminare, e i miei figli Simona e Michele lavorano altrove. E poi è arrivata un’offerta favolosa da parte di una multinazionale di New York, una profumeria e gioielleria di altissimo livello che puntava a questo posto». D’Alonzo, cordiale e accogliente, sa benissimo che i negozi come il suo sono una rarità e sa anche di essere “un punto di riferimento”. La sua è un’attività vecchio stampo, e così è rimasta, sopravvivendo alle mode e alle crisi più nere, «grazie alla merce di qualità. Abbiamo rapporti con le ditte più importanti al mondo», dice, «e una clientela sceltissima, che nel tempo si è selezionata da sola», racconta snocciolando i nomi delle persone che ha servito, da Ugo Zatterin quand’era direttore del Centro a Inge Feltrinelli, all’ex rettore Luciano Russi. E poi medici, avvocati, cardinali, suore e anche «un giudice di Miami beach». Indimenticabile la telefonata di Nicola Trussardi: «Lo scambiai per un cliente, di nome Nicola che aspettava proprio una cravatta Trussardi».
E ora? «Credo che tutto questo mi mancherà, anche perché qui si ride e si va d’accordo con tutti, pure con i colleghi».
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