Il Covid si risveglia, scoperti nuovi casi

Parruti: «C’è una risorgenza del virus». In aumento anche i ricoveri: sono saliti a quota sei di cui uno in Terapia intensiva
PESCARA. Sei ricoverati in ospedale, di cui uno in Terapia Intensiva. E oltre 900 casi attualmente positivi, 43 dei quali sono stati scoperti nella settimana che va dal 29 giugno al 5 luglio. L’aumento rispetto al periodo precedente, che va dal 22 al 28 giugno, sfiora il 40 per cento.
Il Covid dà segnali di ripartenza anche in Abruzzo così come sta accadendo nel resto d’Italia con punte che destano preoccupazione soprattutto nel Lazio (813 contagiati in sette giorni), in Lombardia (751 casi) e in Campania (510), secondo l’ultimo report del Ministero della Salute. È un fantasma che si risveglia a distanza di due anni dalla pandemia.
PARLA L’ESPERTO.
Non c’è da allarmarsi, ma il fenomeno esiste. Lo conferma al Centro il primario di Malattie Infettive dell’ospedale di Pescara, Giustino Parruti.
«Una certa risorgenza c’è», afferma l’esperto, «nei tre ospedali di Pescara, Popoli e Penne contiamo, per ora, tre ricoverati. Così come, ogni giorno eseguiamo, un paio di valutazioni». Ma qual è la causa di questi segnali da attenzionare? «La nuova variante del virus ha una capacità immunoevasiva superiore alle precedenti», risponde con parole semplici Parruti. E i dati degli ultimi due mesi, messi a confronto, lo confermano (vedi la tabella pubblicata in alto che si basa sui report del Dipartimento regionale della Salute).
IL CONFRONTO.
Ai due casi registrati nell’intera regione dal 4 al 10 maggio scorsi, infatti, fanno da contraltare le 43 nuove infezioni più recenti. Anche il trend dei ricoveri è in crescita, seppure in modo lieve.
«Siamo di fronte ad un picco estivo dei casi Covid che certamente era inatteso perché di fatto avevamo visto un progressivo scemare dei contagi. Ma proprio la nuova sottovariante, la KP.3, sta determinando questo rialzo con qualche ricovero in più negli ospedali», lo dice all'Adnkronos Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, la Società italiana di Malattie infettive e tropicali.
CHE COSA CAMBIA.
«Questo andamento epidemiologico ci dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, come il virus Sars-CoV-2 non sia più stagionale ma determinato nella sua aggressività dalle varianti che emergono. Visto che stiamo andando incontro ai viaggi per le vacanze, con treni e aerei ma anche le località turistiche molto affollati», sostiene Andreoni, «indossare la mascherina rimane una delle difese migliori».
IN ITALIA.
Secondo i dati dell'ultimo bollettino settimanale pubblicato sul sito del ministero della Salute, i nuovi positivi sono stati 3.855 sull’intero territorio nazionale, in evidente crescita rispetto ai 2.505 del report precedente. Scendono i morti, da 21 a 18. I tamponi aumentano da 79. 339 a 81. 900 e il tasso di positività passa da 3,2% a 4,7%.
COME SI MANIFESTA.
I sintomi della sottovariante KP.3, e della mutazione “madre” JN.1, presente in Italia dal dicembre 2023 e ora prevalente, sono simili a quelli delle precedenti ondate: febbre, tosse, mal di gola, mal di testa, occhi irritati, dolori muscolari e articolari, malessere generale, stanchezza e sintomi gastrointestinali come vomito e diarrea.
Le complicazioni possono però insorgere nelle persone definite fragili, inclusi gli anziani, le donne in gravidanza, i pazienti con patologie croniche, oncologiche e immunodepressi.
LA RACCOMANDAZIONE.
«Con l'arrivo dell'autunno e poi dell'inverno, in cui il virus si farà maggiormente sentire», suggeriscono gli infettivologi, «è importante preparare bene una nuova campagna vaccinale contro il Covid».
La raccomandazione è quindi rivolta ai soggetti fragili. «Nel paziente fragile il rischio c’è ancora», avverte Parruti, «anche se in linea generale la nuova variante non sembra superare l’effetto protettivo che si è raggiunto attraverso le vaccinazioni. L’importante è mantenere alta la capacità diagnostica».
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