Il Csm premia Mantini «Equilibrata e capace»

Il nuovo procuratore aggiunto eredita il ruolo della Tedeschini e ringrazia i colleghi: «Lavoriamo spinti da una passione collettiva»
PESCARA. La scelta di Anna Rita Mantini come numero due della Procura di Pescara, con la prestigiosa qualifica - in realtà già nota da mesi ed ereditata da Cristina Tedeschini- di procuratore aggiunto, premia un magistrato che da anni è in prima linea, a Vasto prima (con tanto di minacce subite e conseguente scorta), e a Pescara poi, come responsabile delle inchieste sulla pubblica amministrazione, la branca più delicata sotto la lente della magistratura.
Il suo nome, indicato più di un anno fa dalla quinta commissione per gli incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura, non ha incontrato ostacolo alcuno ed è stato proposto all'unanimità al plenum, che, con i tempi biblici dell'organo di autogoverno dei giudici, lo ha sigillato solo lo scorso dicembre, certificando una nomina diventata ora ufficiale, dopo la cerimonia davanti al collegio del tribunale, alla quale hanno partecipato il procuratore Massimiliano Serpi e i colleghi sostituti procuratori della Mantini.
E proprio ai colleghi il nuovo procuratore aggiunto si è rivolto ringraziandoli per la collaborazione «per essere la proiezione ambiziosa di tutto ciò che mi auguro possa essere la base di una ritrovata costruzione e di una passione collettiva affinché il nostro agire sia attento e percepito come la migliore risposta possibile»
Il nome della Mantini, oltre a impreziosire come componente togato il Consiglio giudiziario della Corte d’appello dell’Aquila (è anche presidente del Comitato pari opportunità), è oggi accostato ai processi più delicati, come quello sulla discarica dei veleni di Bussi che approderà in Cassazione tra venti giorni e in epoca più lontana a quello della Fira. L’operato del neoprocuratore aggiunto, definito eccellente dal Csm che ne sottolinea l’equilibrio e le capacità, va a braccetto, in realtà da molto prima dello scontato riconoscimento arrivato da Palazzo dei Marescialli, con le inchieste sulla pubblica amministrazione da almeno 7 anni, da quando esplose il caso rifiuti. Da lì l’escalation: l’Aca, il caso Soget, l’appalto per il depuratore, Pescaraporto e gli stralci delle inchieste sugli appalti della Regione, fascicoli che in molti casi tirano in ballo politici e imprenditori.
Ma sempre alla Mantini sono legati anche fatti di cronaca nera, come l’omicidio dell’ingegner Carlo Pavone, ucciso sotto casa a Montesilvano, un giallo senza testimoni risolto dopo un’indagine approfondita.(e.r.)
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