Il D’Annunzio non basta per 230 studenti

19 Dicembre 2016

Le famiglie dei ragazzi riaprono la polemica sul trasloco. La preside: «Aule confortevoli, visitatele»

PESCARA. Il D'Annunzio è idoneo ad ospitare 230 studenti del Da Vinci che attualmente occupano dieci aule? No, secondo i genitori degli studenti dello scientifico, così come secondo il preside Giuliano Bocchia che nei mesi scorsi sull'argomento aveva battibeccato con la preside del classico che ospita i suoi alunni. Perché? «Perché le aule sono troppo strette», precisano i genitori, «i banchi sono attaccati al muro, gli studenti danno le spalle ai professori, non hanno i laboratori, non hanno le Lim e i colloqui con i professori li facciamo in piedi nei corridoi». A rimettere la palla al centro, il documento stilato da Sabrina Saccomandi, dirigente, all'epoca, dell'ufficio IV dell'Ufficio scolastico regionale (territoriale di Pescara) che due mesi fa, su sollecitazione del presidente della Provincia a seguito delle contestazioni degli studenti, aveva effettuato un sopralluogo nell'istituto di via Venezia.

Il contenuto di quel documento divide dirigente scolastico e genitori. Questi ultimi sono a conoscenza solo di uno stralcio in cui si legge che «risulta penalizzato lo svolgimento di alcune attività gestionali e didattiche che rientrano nell’ordinaria attività scolastica» e che «al fine di garantire al liceo Da Vinci in succursale la qualità dei processi formativi, il liceo avrebbe bisogno di ulteriori spazi» auspicando la possibilità di ottenere locali adeguati «che potrebbero rinvenirsi nel plesso di piazza Grue».

Nel documento integrale però si legge anche che il sopralluogo ha evidenziato «con grande piacere un plesso ben tenuto e di grande e felice accoglienza» e che «gli spazi assegnati al liceo Da Vinci sono confortevoli e accoglienti».

Spazi che i genitori possono visitare in ogni momento, qualora lo desiderassero, la preside Donatella D’Amico si dice disposta all'accoglienza. Ma il dirigente ribatte alle osservazioni dei genitori: «Le aule sono strette ma sono quelle ho, i laboratori ci sono così come i computer, la biblioteca è a disposizione per i colloqui». E le Lim? Anche quelle ci sarebbero, almeno una decina. Ma sono impacchettate nel plesso di piazza Grue da mesi. (c.c.)

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