Il dirigente disse: lavori per voti
L’inchiesta sul falso in bilancio è uno stralcio del filone per presunte tangenti per cui l’ex presidente dell’ Aca Ezio Di Cristoforo venne arrestato ai domiciliari nel 2013. Tra gli indagati,...
L’inchiesta sul falso in bilancio è uno stralcio del filone per presunte tangenti per cui l’ex presidente dell’ Aca Ezio Di Cristoforo venne arrestato ai domiciliari nel 2013. Tra gli indagati, allora come in questo secondo filone, c’è il dirigente tecnico Bartolomeo Di Giovanni che, ascoltato per la prima inchiesta, parlò dei rapporti tra la politica e l’Aca al pm Anna Rita Mantini. Il pm Anna Rita Mantini chiese a Di Giovanni: «Le risulta che su mandato del consiglio di amministrazione e in prossimità di competizioni elettorali venissero incamerati dei progetti di opere relativi ai singoli Comuni interessati al voto?». E Di Giovanni rispose: «Sono a conoscenza che su alcuni Comuni si andasse a “recuperare progetti di interesse per finalità politiche. Ciò è accaduto per Atri, credo nel Comune di Castilenti, qualcosa anche al Comune di Pianella e ad altri enti che non ricordo. Spiego il meccanismo. Erano i membri del cda che prendevano iniziativa d’incamerare quei progetti che potevano essere d’interesse per i Comuni nei quali vi era una qualche competizione politica». L’inchiesta più corposa dell’Aca era quella che aveva portato agli arresti di sei persone portando alla luce, per l’accusa, un sistema basato sulla manipolazione di gare pubbliche espletate tra il 2010 e il 2012, tutte sotto la soglia comunitaria e dunque condotte con «procedura negoziata», in cui le ditte da invitare venivano preventivamente individuate in accordo con i pubblici ufficiali ed erano tutte riconducibili a un unico centro decisionale. In cambio dell’aggiudicazione degli appalti, l’imprenditore garantiva dazioni illecite consistenti in denaro contante o beni mobili (nella misura del 5-6 per cento del valore della gara) o assunzioni clientelari.

