Il distretto della pasta fa un balzo verso l’alto: adesso traina l’export

La nuova indagine sui mercati diffusa da Intesa Sanpaolo Agroalimentare al primo posto, export da Fara a + 38,4%
PESCARA. Nel primo trimestre del 2023 i cinque distretti abruzzesi hanno confermato il trend del 2022 con un incremento delle esportazioni del +18%, un ritmo di crescita più intenso rispetto a quanto fatto dagli altri distretti manifatturieri italiani (+7%). Il rallentamento dell’economia mondiale non sembra ancora aver prodotto effetti sulle esportazioni distrettuali abruzzesi, trainate soprattutto dai distretti agroalimentari e dal recupero di quelli della moda, in territorio negativo il distretto del mobile.
Questo, in estrema sintesi, emerge dall’analisi periodica della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.
«I risultati dell’export confermano la competitività dei distretti industriali abruzzesi», spiega Roberto Gabrielli, direttore regionale Abruzzo e Lazio di Intesa Sanpaolo, «tra i fattori della competitività regionale», aggiunge il diringente, «c’è inoltre la presenza di filiere corte e ramificate a livello locale, che garantiscono continuità e certezza delle forniture in un contesto globale contrassegnato dal ridisegnarsi delle catene del valore». Entriamo nel dettaglio.
L’AGROALIMENTARE
Il distretto della Pasta di Fara chiude il trimestre con 64 milioni di euro di esportazioni (18 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2022) e una crescita tendenziale del 38,4%, più del doppio rispetto a quanto hanno fatto gli altri distretti italiani della pasta (+15,7%). Per il distretto è stato premiante soprattutto il mercato statunitense, dove i valori esportati sono quasi raddoppiati (+92,6%), ma forti incrementi si sono registrati anche in Regno Unito (+82,2%), Francia (+25,6%) e Paesi Bassi (+50%); in calo invece i flussi verso Spagna (-16,5%), Canada (-19,6%) e Polonia (-4,9%).
Ottimo risultato anche per il distretto dei Vini del Montepulciano d’Abruzzo, con un incremento delle esportazioni del +9,3% (gli altri distretti del vino si fermano a un +4,8%). Il distretto realizza nel complesso 54 milioni di vendite sui mercati esteri, ossia 4,5 milioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Balzo a due cifre verso Germania (+22,1%), Regno Unito (+26,7%) e Stati Uniti (+26,1%), calano i flussi verso Svizzera (-5,5%), Canada (-20,1%) e Belgio (-33,5%).
IL DISTRETTO DEL MOBILE.
In ripiegamento il distretto del Mobilio abruzzese, con un totale di 24 milioni di euro di vendite all’estero nel primo trimestre del 2023 (-10,2%), che arretra in maniera più accentuata rispetto altri distretti del mobile italiani (-1,5%).
In contrazione soprattutto il mercato asiatico (Cina e Hong Kong -66,2%) e quello nordamericano (Stati Uniti -32,2%; Canada -7,2%) e russo (-19,6%); crescono invece i flussi verso Francia (+12,1%), Regno Unito (+21,8%), Malta (+70,8%), più che raddoppiati quelli verso gli Emirati Arabi Uniti (+150,3%).
IL TESSILE.
In recupero i due distretti dell’abbigliamento. L’Abbigliamento nord-abruzzese registra un incremento del 24,5%, trascinato soprattutto dalla Germania (+47%) e dalla Svizzera (+48,2%), anche se i flussi verso il mercato elvetico, hub della moda e del luxury, sono ancora lontani dai livelli del 2019 (-68%). Crescita a due cifre anche per l’Abbigliamento sud-abruzzese (+32,4%) con un totale di 10 milioni di export, 2 milioni in più rispetto al primo trimestre del 2022, ma su livelli ancora inferiori al precrisi. In ripresa i flussi verso tutte le principali destinazioni del distretto, soprattutto Svizzera e Russia.
I MERCATI ESTERI.
Gli Stati Uniti si confermano principale mercato di sbocco per le esportazioni distrettuali abruzzesi, con 34 milioni nel primo trimestre del 2023 (+47%), realizzata soprattutto dal distretto della pasta ma anche da quello vitivinicolo.
Incrementi a doppia cifra anche verso Germania (22 milioni, +17%), dove guadagna terreno il distretto del vino e quello teramano dell’abbigliamento, Francia (16 milioni, +12,8%) e Regno Unito (11 milioni, +36,1%), con incrementi diffusi da parte di quasi tutti i distretti. Tra le economie emergenti, che pesano in totale il 20% sulle esportazioni distrettuali abruzzesi, in calo Polonia (-5,6%) e Cina (-47,2%), mentre riprendono le esportazioni verso la Russia. (c.s.)

