Il dramma appena intuito da migliaia di spettatori

Solo chi ha visto l’impatto e la caduta degli aerei ha capito subito, per gli altri è scattato il passaparola. Code chilometriche durante il deflusso e polemiche
ALBA ADRIATICA. Quel boato scambiato per l’effetto sonoro dello show. Chi non conosce le tecniche acrobatiche confonde con facilità un rumore generato da un guasto da uno prodotto artificialmente per suggestionare. Come accade con le scie di fumo. Tra le decine di migliaia di spettatori con la fronte alta ad ammirare le acrobazie solo una parte ha compreso della tragedia che si era appena consumata quando ha visto l’aereo guidato dal pilota bresciano a pelo d’acqua. «Abbiamo sentito prima un botto, poi il boato», raccontano alcuni testimoni. «Il velivolo più vicino alla spiaggia lo abbiamo visto recuperare la traiettoria dopo l’impatto, avvenuto più al largo. Ma quando ha cercato di ammarare, la parte anteriore dell’aereo ha toccato la sabbia che gli ha fatto da catapulta rovesciandolo».
Lo spettacolo a quel punto era già finito. Lo speaker ha smesso di imbonire, mentre il pubblico che non aveva visto nulla ha iniziato a volgere lo sguardo verso il punto della tragedia. Le sirene delle ambulanze hanno annunciato la tragedia, poi svelata a tutti dal passaparola, a voce o via web.
Il traffico, un paio d’ore dopo l’incidente, è andato in tilt per il deflusso delle decine di migliaia di spettatori. Code chilometriche sulla Ss16, il lungomare e le perpendicolari anche a Tortoreto. Si sono registrati anche tafferugli in attesa della navetta ad Alba Adriatica. Su Facebook ha impazzato la polemica. «Solo due navette da 20 posti per spostare 100mila persone», scrive qualcuno sui social, «disorganizzazione pessima del Comune». Un gruppo ha inscenato un flash mob rallentando ulteriormente il traffico «tanto da richiedere l’intervento degli agenti in borghese per placare gli animi», raccontano su Facebook postando le foto del caos.
Alex De Palo
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