Il falso tecnico delle caldaie ammette le truffe all’anziana

PESCARA. Per 15 minuti circa ha risposto al giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio, ammettendo parzialmente le proprie responsabilità. Giuseppe Bartolozzi, 55 anni, pescarese, finito...
PESCARA. Per 15 minuti circa ha risposto al giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio, ammettendo parzialmente le proprie responsabilità. Giuseppe Bartolozzi, 55 anni, pescarese, finito in carcere due giorni fa, ha fornito delle giustificazioni sulla sua presenza, a più riprese, in casa di una donna di 92 anni che gli ha consegnato circa 25mila euro pensando che fosse un tecnico inviato dall’amministratore di condominio, incaricato di riparare impianto di riscaldamento e termosifoni.
In più, l’uomo è accusato di aver rubato in casa dell’anziana una serie di gioielli e denaro, dopo aver frugato nella borsa della vittima e nell’armadio e perfino nella cassaforte, nascosta dietro a un quadro. Per il giudice che ha disposto l’arresto dopo le indagini della squadra mobile, il 55enne è un impostore. Ed è accusato di truffa e furto aggravati dallo stato di minorata difesa della vittima e dalla recidiva. Gli episodi ricostruiti dalla polizia sono diversi e risalgono agli ultimi mesi del 2018 e ai primi del 2019.
Dopo aver ricevuto la segnalazione di una nipote della 92enne sul denaro e sui gioielli spariti in casa dell’anziana parente che vive da sola in pieno centro, gli uomini della terza sezione della Mobile hanno fatto installare delle telecamere nell’alloggio. E le registrazioni mostrano chiaramente la presenza nell’alloggio di un uomo che ha una certa confidenza con la padrona di casa, visto che entrando nell’appartamento la bacia. E, una volta dentro, si muove con disinvoltura da una stanza all’altra. Le telecamere lo hanno filmato mentre si accosta a un termosifone sul quale armeggia, ma anche mentre fruga nell’armadio e nella borsa della donna e mentre apre la cassaforte, per poi richiuderla coprendola con un quadro.
Durante le indagini una operatrice socio assistenziale ha incrociato di persona il finto tecnico incaricato dal condominio dell’anziana. Era il 5 febbraio quando la donna lo ha trovato nell’appartamento della 92enne dalla quale aveva appena ricevuto 1500 euro, che l’anziana era andata appositamente a prelevare in banca.
Di fronte all’operatrice l’uomo si è dileguato con un pretesto e ha lasciato lì i soldi. Per quella donna, il presunto addetto alla caldaia è Bartolozzi, le cui impronte sono state rilevate dalla polizia scientifica sul boiler dell’anziana, nonostante che il tecnico agisse generalmente con i guanti.
Per i parenti della vittima gli accessi di quel presunto tecnico dell’impianto di riscaldamento a casa dell’anziana sarebbero andati avanti per due o tre anni. Così hanno riferito alla Mobile, diretta da Dante Cosentino. E la 92enne ha quantificato la somma sborsata per le riparazioni in 25mila euro, oltre al denaro che le è stato portato via di nascosto (insieme alle chiavi della cassaforte che, però, la polizia non ha trovato a casa di Bartolozzi).
L’indagato, assistito dall’avvocato Massimo Galasso, ieri è apparso provato dal carcere e attende di sapere se il giudice accoglierà o meno l’istanza presentata dal suo difensore per la revoca dell’arresto o per la sostituzione della misura con gli arresti domiciliari.

