Il fratello: eri troppo furbo, non è stata una sola persona

In attesa di poter rientrare da Miami, Massimiliano Neri affida a Fb la sua rabbia E il papà esclude vendette venezuelane riconducibili all’impero del suocero
PESCARA. «Forse non ti sono stato abbastanza vicino come facevamo da piccoli, l’unica immagine che ho in mente è quando eri lì davanti a quell’infame dicendogli, con la tua solita arroganza, vediamo se ce l’hai le palle di spararmi e lui o loro hanno premuto il grilletto...so per certo che non è stata una sola persona a portarti via, non ti saresti mai fatto prendere alla sprovvista così, eri troppo furbo. Tutta la gente che ti voleva bene è passata per casa, ha fatto di tutto per trovarti, abbiamo smosso tutta Pescara per poi sapere che ti hanno sparato in petto e lasciato buttato in mezzo alle fratte a San Silvestro. Farò di tutto per scoprire chi ti ha fatto questo».
È la promessa che Massimiliano Neri, uno dei due fratelli maggiori, fa ad Alessandro via Facebook in attesa di poter tornare in Italia da Miami dove problemi burocratici stanno rallentando il suo rientro e, di conseguenza, anche il funerale del fratello la cui salma è stata riconsegnata ieri ai familiari. Intanto, a casa loro, a Villa Raspa di Spoltore, per tutta ieri è proseguito il via vai di amici, con la gigantografia e lo striscione dei Rangers apparsi sabato allo stadio, e il mazzo di fiori offerto dalla squadra ad Alessandro, esposti davanti alla villetta. Da lì, sempre ieri mattina, la madre di Alessandro, Laura Lamaletto, è uscita per andare alla caserma provinciale dei carabinieri dove è stata ascoltata di nuovo per circa tre ore dagli investigatori. La donna, che di fronte alle telecamere ha detto di voler vedere la faccia dell’assassino e del mandante, è stata la prima che con queste parole ha dato voce a quello che diversi venezuelani presenti in Abruzzo stanno ipotizzando in queste ore. E cioè, che dietro all’omicidio così efferato del 28enne ci sia il “sicariato” venezuelano che solo nel 2017 in Venezuela ha ucciso 300 persone. Omicidi su commissione, compiuti da sicari armati in cambio di soldi e che, dice chi ci è vissuto, potrebbero aver raggiunto anche il povero Alessandro. Il movente, ipotizzano, una vendetta nei confronti della famiglia del nonno materno, Gaetano Lamaletto, che dopo aver costruito un impero con la sua azienda di mattonelle e ceramiche tra le prime in Venezuela, da circa 25 anni è tornato a Giuliano Teatino lasciandosi alle spalle, dicono, diversi nemici. È anche di questo, dei suoi rapporti con la famiglia, e degli affari di famiglia, che Laura Lamaletto è stata chiamata a dar conto davanti ai carabinieri, ribadendo, come ha poi dichiarato anche il marito Paolo Neri, che con la sua famiglia di origine non ha più rapporti da circa tre anni. Motivi societari, legati alla cantina vinicola Il Feuduccio di Orsogna - ora gestita dal figlio del fratello, Gaetano junior - di cui Laura non fa più parte, che avrebbero raffreddato i rapporti con i suoi genitori, i nonni materni di Alessandro che pure piangono la morte del nipote. «Siamo in lutto», ha dichiarato Maria Lamaletto al telefono al Centro prima di riattaccare, così come la sorella di Laura, Adriana Lamaletto dal Venezuela ha risposto su Facebook «lasciateci nel nostro dolore, è una tragedia familiare». E se la famiglia di Alessandro, come ha ribadito il padre Paolo dicendo «con l’azienda il Feuduccio non c’entriamo niente, da tre anni non abbiamo più rapporti» sgombera il campo dalla pista della vendetta “venezuelana”, restano aperte tutte le altre. A cominciare da quella della droga. Alessandro, ripetono la famiglia e gli amici, con la droga non c’entrava niente, ma gli investigatori che non vogliono escludere nulla stanno lavorando anche su questo, ricostruendo tutta la rete di rapporti e conoscenze che gravitavano intorno ad Alessandro. E Laura Lamaletto è stata chiamare a dar conto anche di questo, per cercare di ricostruire con precisione nomi e volti di chi ha frequentato il figlio e la sua casa. «Mio figlio», ripete il padre Paolo, «era un bravo ragazzo». (s.d.l.)
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