Il futuro dell’Università Caputi: più lezioni online

25 Aprile 2020

Ateneo d’Annunzio, il rettore intervistato da Rete 8 e il Centro spiega la fase 2 «Faciliteremo la didattica telematica soprattutto per specifiche materie teoriche»

CHIETI. «La d’Annunzio seguirà la strada delle lezioni telematiche anche nel futuro». Sergio Caputi, rettore dell’Università Chieti-Pescara, traccia le linee guida su quella che sarà la didattica dopo l’emergenza Covid-19. «Sarà un futuro diverso», ha detto Caputi, ospite ieri sera su Rete8 della trasmissione “I Fatti e le opinioni”, dove ha spiegato come l’università d’Annunzio - tra le prime a sospendere le lezioni - ha fronteggiato l’emergenza coronavirus. Uno sguardo al presente ma anche a come sarà il ritorno degli studenti all’università. Questi i temi trattati dal rettore che ha risposto alle domande di Carmine Perantuono, direttore di Rete8, e di Gian Paolo Coppola, giornalista del Centro.
Rettore, la d’Annunzio ha anticipato la chiusura delle lezioni il 23 febbraio. Perché?
«La situazione mi preoccupava parecchio. Approfittando del fatto che c’era una finestra di chiusura delle attività didattiche per alcuni corsi di laurea, il 23 febbraio ho dato una settimana di stop totale delle lezioni per sanificare gli ambienti. Qualcuno all’inizio era scettico, ma alla fine il risultato è stato che la d’Annunzio, tra i suoi studenti, non ha avuto contagi».
Come sono andate avanti le attività dell’università?
«Grazie alla disponibilità dei docenti, del personale tecnico amministrativo e delle cooperative di supporto, in due settimane siamo partiti con le lezioni telematiche. Siamo arrivati a coprire il 100% dell’offerta didattica. E la stragrande maggioranza dei nostri dipendenti lavora in modalità smart working».
Come sarà il futuro dell’università?
«Sarà diverso. Lasceremo la possibilità agli studenti di seguire le lezioni in presenza, con una distanza minima di due metri tra l’uno e l’altro e l’obbligo della mascherina, o di seguirle in via telematica. Ci stiamo organizzando con sistemi più semplificati in modo che un docente possa fare lezione in aula e, contemporaneamente, trasmetterla online a chi sceglie di restare a casa».
La piattaforma telematica quanto incide sulla qualità della formazione dei ragazzi?
«Dipende molto dalla materia. Se è teorica, alcuni studenti preferiscono la modalità telematica. Per le materie professionalizzanti, invece, è diverso. Non posso fare, ad esempio, tutta la parte dell’odontoiatria esclusivamente online. La parte pratica e formativa dello studente che deve imparare a fare l’odontoiatra deve essere fatta per forza in presenza».
Quindi, in vista dell’anno prossimo come definirete le modalità di lezioni?
«Preferirei che molti insegnamenti rimanessero per via telematica in modo da scaglionare tutta la parte pratica delle esercitazioni e dei tirocini in maniera sicura, garantendo una distanza adeguata per gli spazi».
Per gli esami e le lauree cosa cambierà?
«La d’Annunzio, come forma di prevenzione, si era già mossa prima delle decisioni del governo. Per gli esami, potevano entrare solo tre studenti alla volta. E per le lauree si procedeva a gruppi di cinque studenti alla volta che potevano portare al massimo 4-5 persone tra parenti e amici. Attueremo queste disposizioni anche in futuro, sperando di ripartire già da luglio con gli esami e le lauree in presenza».
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