Il futuro si gioca sulla potabilizzazione

21 Settembre 2017

Inaugurato il nuovo impianto della Società Chimica Bussi che affianca nuove linee produttive a quelle tradizionali

BUSSI. È sulla depurazione e potabilizzazione delle acque che la Società Chimica Bussi spa ha raccolto la sfida del futuro. Ieri mattina, a Bussi sul Tirino, la cerimonia di inaugurazione del nuovo impianto, nel quale hanno ritrovato il posto di lavoro gli ex dipendenti della Solvay. Di acqua, in futuro neanche troppo lontano, ce ne sarà sempre meno, e quindi bisognerà escogitare sistemi per rendere potabile quella che non lo è. E questo il gruppo Todisco, proprietario dello stabilimento, lo ha capito bene dal momento che alcune delle linee produttive saranno dedicate proprio a questo. Alla cerimonia, oltre ai soci Domenico Greco e Donato Todisco, il presidente e al vicepresidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso e Giovanni Lolli, il vescovo dell’arcidiocesi Pescara-Penne, Tommaso Valentinetti, il sindaco Salvatore La Gatta, rappresentanti di Confindustria e dei sindacati.
«Un investimento molto importante», ha detto Lolli, al termine della cerimonia. «Il gruppo si è insediato già da un anno e mezzo, ha ripreso la Solvay, ha riassunto tutti i lavoratori e presentato un piano industriale importante. Oggi (ieri, per chi legge, ndr) è stata inaugurata una parte dei nuovi edifici in via di realizzazione. Tutto parte da un piano di sviluppo che prevede investimenti per 36 milioni di euro. Il gruppo ne ha già investiti 5, mettendo sul piatto risorse proprie. Per quanto riguarda il resto è stato presentato un progetto a Invitalia, per un contratto di sviluppo di altri 26 milioni». Lolli spiega che il nuovo management punta a realizzare, oltre alle attività di chimica di base che attualmente caratterizzano lo stabilimento, nuove lavorazioni. Tra queste, oltre alla molecola sbiancante “Eureka”, anche una maggiore concentrazione della “Clorosoda”, un passaggio che consentirà di ridurre le spese di trasporto e di imballaggio del prodotto, un punto di forza dello stabilimento di Bussi. Ma la nuova frontiera è proprio quella dei prodotti per depurazione e potabilizzazione delle acque.
Più cauto il sindaco Lagatta. A tutt’oggi», dice, non ho sentito parlare di nuovi posti di lavoro», e ribadisce che «rispetto a questa iniziativa c’era un percorso istituzionale. Nell’accordo di programma c’era la bonifica dei siti, quello esterno e quello interno. Ora non si parla più di bonifica del sito interno, per il quale erano stai messi a disposizione da Solvay sei milioni che non vengono usati. Naturalmente», sottolinea, «faccio i migliori auguri a questa azienda. Per quanto riguarda il percorso esterno, vorrei ricordare che abbiamo acquisito dei terreni affidati all’imprenditore vicentino Alberto Filippi, percorso intrapreso in base a un protocollo d’intesa stipulato con la Regione,. e che prevede la creazione di un polo farmaceutico che darà lavoro a 180 persone». Il progetto, sviluppato dalla società di ingegneria Quality Engineering srl di Pescara, è stato presentato lo scorso luglio.
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