Il Garante scrive ai Comuni: «Mettete le spiagge in vendita»

17 Agosto 2024

E i sindacati Sib e Fiba revocano gli scioperi degli ombrelloni già fissati per il 19 e il 29 agosto

PESCARA. «L’Autorità ritiene necessario sollecitare gli enti concedenti affinché tutte le procedure selettive per l’assegnazione delle nuove concessioni siano svolte quanto prima e che l’assegnazione avvenga non oltre il 31 dicembre 2024». Firmato: Roberto Rustichelli, presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Ovvero l’Antitrust che mette i sindaci della costa con le spalle al muro.
«Ormai bisogna fare presto», commenta il responsabile di Anci Abruzzo per il demanio marittimo, Enrico Di Giuseppantonio, primo cittadino di lungo corso di Fossacesia, una delle 19 località abruzzesi interessate, da Martinsicuro a San Salvo. L’Autorità garante dà anche linee guida ai Comuni per ciò che riguardi sia la durata delle nuove concessioni sia gli indennizzi per gli uscenti: «La durata della concessione dovrebbe essere commisurata al valore della stessa e alla sua complessità organizzativa e non dovrebbe eccedere il tempo ragionevolmente necessario per il recupero degli investimenti autorizzati e un’equa remunerazione del capitale investito». E ancora: «Con riferimento all’eventuale indennizzo al gestore uscente, nelle procedure a evidenza pubblica in corso di svolgimento, l’Autorità ritiene che, al fine di tutelare il legittimo affidamento del concessionario uscente, ove sussistente, il valore di eventuali investimenti da questo effettuati e non ancora ammortizzati al temine della concessione, per i quali non è possibile la vendita su un mercato secondario, potrebbe essere posto a base d’asta nella successiva procedura selettiva».
L’Agcm era già intervenuta ad aprile, sollecitando alcuni sindaci ad esperire le gare per le concessioni balneari, senza però ottenere nulla. Anzi, in alcuni casi quella prima lettera aveva innescato ricorsi davanti ai giudici amministrativi. Questa volta, invece, il presidente Rustichelli si è rivolta direttamente all’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, scrivendo al neo presidente, Roberto Pella e, contestualmente, ha messo al corrente l’onorevole Roberto Calderoli, presidente della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni.
Da parte sua, Pella ha dunque diffuso a tutti i primi cittadini costieri d’Italia la missiva dell’Authority: tredici pagine che, rispetto alle precedenti comunicazioni, sanno di perentorio, pur mantenendo toni cordiali. Rustichelli invita i sindaci a porre fine alle violazioni della Legge sulla Concorrenza e agli «effetti distorsivi» dei rinnovi automatici, come viene giudicata la proroga al 31 dicembre 2024, di cui si è avvalsa la stragrande maggioranza dei Comuni costieri.
Quello che invece gli enti concedenti devono fare, afferma l’Antitrust, è avviare rapidamente le procedure di gara, in modo da concludere i bandi entro la fine di quest’anno. L’Agcm è intervenuta a pochi giorni dallo sciopero degli ombrelloni, proclamato dalle sigle di categoria Sib e Fiba, dando un chiaro messaggio al governo Meloni che, dopo mesi di immobilismo, è chiamato a varare il decreto attuativo per stabilire i criteri nazionali sui bandi di gara. Ma, dal canto loro, Sib e Fiba hanno revocato i due nuovi scioperi degli ombrelloni, previsti per il 19 e il 29 agosto prossimi, il primo di 4 ore e il secondo di 8, perché «con la prima manifestazione del 9 agosto», commenta Riccardo Padovano (Sib Confcommercio Abruzzo), «abbiamo già ottenuto l’attenzione mediatica che chiedevamo. Ma non deponiamo l’ascia di guerra», aggiunge spiegando che «il problema non è l’Europa (con la direttiva Bolkestein, ndr) ma l’Italia che non vuole riformare la norma sulle concessioni demaniali. La soluzione c’è ed è quella di scorporare le nostre concessioni turistiche e ricreative da tutte le altre contemplate nel Codice della Navigazione, in modo che tutto sia regolato dal Codice Civile». Fonti governative affermano che entro la fine del mese di agosto il governo adotterà un decreto. Ma su cosa? L’Antitrust infatti non dà molte alternative all’esecutivo Meloni.
Boccia, per esempio, la mappatura conclusa a ottobre del 2023 – secondo la quale solo il 33% delle coste sarebbe occupato da concessioni – affermando invece che la risorsa demaniale è comunque scarsa e, in alcuni casi, è addirittura inesistente.
Inoltre, prosegue l’Agcm, la legge europea è superiore a quella nazionale, ovvero la Bolkestein fa disapplicare le norme del Decreto Milleproroghe che hanno fatto slittare lo stop alle concessioni a fine 2024 e, in casi eccezionali, al 2025. Peraltro, si legge nella lettera ai sindaci, le motivazioni degli enti a sostegno della proroga sono apparse «infondate» perché «affinché la norma possa trovare applicazione è necessario che la procedura selettiva sia stata avviata e che sussistano ragioni oggettive che ne impediscono la conclusione». Ma nei casi esaminati dall’Agcm la procedura selettiva per riassegnare le concessioni non è stata avviata.
Infatti in Abruzzo nessun sindaco si è mosso. «Ma ora non c’è più tempo da perdere», ripete il primo cittadino di Fossacesia.
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