Il giudice: l’assassino ha agito con ferocia Autodifesa inventata

PESCARA. «Ferocia... inaudita violenza... assoluto disprezzo per la vita umana». Sono alcuni passaggi dell'ordinanza di convalida dell'arresto da parte del gip Gianluca Sarandrea, di Maksym Chernysh,...
PESCARA. «Ferocia... inaudita violenza... assoluto disprezzo per la vita umana». Sono alcuni passaggi dell'ordinanza di convalida dell'arresto da parte del gip Gianluca Sarandrea, di Maksym Chernysh, 25 anni, ucraino, reo confesso del duplice omicidio di Arkadiusz Miksza, 22 anni, e di sua madre Krystyna, 53 anni, polacchi, avvenuto domenica nella mansarda di una palazzina di via Tibullo 25. Il giudice ha disposto che l'ucraino resti in carcere ritenendo la misura l'unica adeguata «in quanto proporzionata allo spessore della condotta criminosa posta in essere» e «più che concreto il pericolo che l'indagato, se rimesso in libertà, possa commettere altri gravi delitti della stessa specie di quello per cui procede o comunque connessi con l'uso della violenza». Il giudice, inoltre, sostiene che «tali considerazioni sono fondate sulla base dell'assoluta gravità intrinseca dei fatti compiuti e della ferocia mostrata dall'indagato, elementi che denotano l'assoluto disprezzo per la vita umana e dunque evidenziano il più che probabile pericolo di reiterazione di analoghe condotte anche per il futuro».
Due giorni fa, l'ucraino in sede di interrogatorio ha raccontato al gip di essere stato aggredito dal 22enne all'interno del bilocale dove vivevano insieme proprio da domenica. La vittima l'avrebbe prima colpito con la mazza da baseball e poi con un coltello e lui avrebbe risposto nello stesso modo. L'omicida ha poi riferito di essere stato colpito anche dalla madre di Arkadiusz e di essersi difeso spingendola fuori dall'appartamento e colpendola con numerose coltellate, per poi trascinare il corpo nel bilocale. Una versione che non ha convinto Sarandrea, il quale reputa non attendibili le dichiarazioni dell'omicida «in merito al comportamento assunto da Arkadiusz Miksza e che avrebbe scatenato la sua violenta reazione» ed esclude che l'ucraino abbia agito per legittima difesa «avuto peraltro riguardo alla inaudita violenza manifestata dall'indagato nei riguardi delle due vittime, non comprendendosi motivazioni che avrebbero mosso Arkadiusz Miksza a colpirlo con una mazza da baseball, visto il contesto di assoluta serenità esistente nel frangente tra i due, né per quale ragione Arkadiusz Miksza avrebbe dovuto aggredirlo, né infine perché le due vittime avrebbero dovuto previamente organizzare un'aggressione nei suoi riguardi».
Secondo il gip, l'inattendibilità del 25enne «impedisce anche di ipotizzare a suo carico l'aggravante dei futili motivi, visto che la ricostruzione della vicenda non consente di rilevare che la causale delle condotte da lui assunte fosse da ascrivere ad aspetti legati alla mancata riparazione del computer».

