Il grande cuore di Pescara: beneficenza anche dai russi

In prima linea le parrocchie, le farmacie, i tifosi biancazzurri e le palestre L’associazione italo-ucraina: «I primi carichi di medicine già a destinazione»
PESCARA. Associazioni, parrocchie, attività commerciali, farmacie, palestre, tifosi, singoli cittadini. A Pescara tutti mobilitati per il popolo ucraino. C’è chi si sta occupando della raccolta di cibi, chi di capi di abbigliamento, chi di medicine, chi ancora di giocattoli per i bambini per farli sorridere un po’ nonostante tutto. In città sono stati organizzati più punti di raccolta. Fra le associazioni in prima linea, quella culturale cristiana italo ucraina di Roma, che in Abruzzo ha sede a Pescara. Responsabili sono Carlo Sanvitale e la moglie Mayya Chuprij, i quali si stanno occupando da giorni di raccogliere medicinali che poi attraverso pullman di linea, che partono dal piazzale della stazione, di solito la domenica e il giovedì, fanno arrivare sul territorio ucraino, a Leopoli. «Abbiamo già spedito con il pullman partito lunedì anziché domenica», spiega Sanvitale, «55 scatole piene di farmaci, garze, siringhe e 5 di cibo per neonati. Sappiamo che sono già giunte a destinazione. Tutto il materiale che riusciamo a raccogliere finisce nella sede umanitaria regionale che abbiamo in Ucraina e qui viene smistato a seconda della necessità. Questa mattina dalla stazione partirà un altro pullman. Stiamo ricevendo tantissime donazioni. Una cosa davvero impressionante. Ricevo al giorno almeno cento telefonate di persone che mi chiedono come possono contribuire e dove lasciare il materiale. E non chiamano solo da Pescara, ma anche da altre città abruzzesi come Teramo, L’Aquila, Roseto. Ci stanno telefonando pure dei russi. Ci chiedono innanzitutto scusa per quello che sta accadendo e poi dove possono portare quanto raccolto. Non avremmo mai immaginato tutto questo bene. È qualcosa di veramente grande. Diversi supermercati ci stanno mettendo a disposizione le scatole in cui poter mettere il materiale. Grande aiuto ci stanno fornendo le farmacie. Si sta creando una grande rete della solidarietà».
Cibi in scatola, vestitini per bambini, scarpe, pannolini e persino carrozzini sono stati portati, nelle ultime ore, anche alla Cattedrale di San Cetteo che ha avviato una raccolta in collaborazione con la chiesa cattolica di rito orientale, che fa riferimento in città a don Dimitri, che ogni domenica e mercoledì riceve gli ucraini nella chiesetta, che si trova dietro a San Cetteo. Stamattina, alle 10.30, anche i finanzieri del comando provinciale consegneranno a don Dimitri quanto raccolto.
«In occasione della messa per la pace, celebrata martedì sera», sottolinea l’abate di San Cetteo, don Francesco Santuccione, «c’è stato portato di tutto. La gente continua a telefonarci. Entro sabato, tutto ciò che abbiamo raccolto sarà portato con un furgone in Ucraina». Vista la grande partecipazione, ai cittadini è stato suggerito di lasciare ciò che intendono donare nel punto di raccolta allestito dal Consiglio regionale in piazza Unione, che è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21 e il sabato dalle 8 alle 13.
Mobilitati per il popolo ucraino anche i tifosi biancazzurri, in particolare quelli della Pescara Rangers: chi vuole donare, può portare il materiale nella loro sede di via Tommasi 68 oppure al gruppo dell’Udc a Palazzo di città, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il lunedì e giovedì dalle 17 alle 19. Ma ad essere mobilitato è l’intero mondo dello sport: un’altra raccolta è stata avviata dalla Delfino Curi Pescara oltre che da palestre. Fra queste la scuola Danza In, che ha sede in viale Europa 128, a Villa Raspa: la struttura resterà aperta per l’iniziativa benefica sabato 5 e domenica 6, dalle 9 alle 18.

