Il lago di Penne, quando l’ambiente diventa opportunità di lavoro

PENNE. “Ambiente solidale”, un racconto della riserva naturale regionale del Lago di Penne per scoprire come difesa della natura significhi anche inclusione sociale, senso della comunità, attenzione...
PENNE. “Ambiente solidale”, un racconto della riserva naturale regionale del Lago di Penne per scoprire come difesa della natura significhi anche inclusione sociale, senso della comunità, attenzione ai più deboli e indifesi, e posti di lavoro. È il tema della puntata di “Cammina Italia” in onda domani alle 10,30 sulla Rai.
Un reportage realizzato attraverso le mille risorse offerte dall’area naturale del lago di Penne. Un progetto da sempre all’avanguardia nel sistema delle aree protette italiane, che in una vita spesa nella difesa e valorizzazione del territorio intorno al bacino artificiale Lago di Penne, diventato importante per molti uccelli di passo, ha esteso il concetto di protezione alla comunità che ospita. Sono gli ormai pochi contadini di montagna che ogni mercoledì trovano a disposizione il mulino aziendale (sulla collina di Collalto) per macinare il proprio grano; il drappello di bambini che continuano ad andare a scuola in sicurezza nel “nido delle nitticore” in un’area riparata della riserva; il centro diurno per anziani; i giovani con disagio psichico accolti dall’area protetta in convenzione con la Asl di Pescara e, non ultimi, i migranti richiedenti asilo. Un modello di inclusione e vocazione al sociale.
Un’intuizione del direttore dell'area protetta, Fernando Di Fabrizio, tra i fondatori, quarant’anni fa, della cooperativa Cogecstre, e sostenitore dell’idea di “cooperazione come concetto sociale”.
«Abbiamo capito che la gestione delle risorse umane nella riserva, alla stregua degli alberi, può favorire la coesione sociale e l'equilibrio dell’ambiente. Per noi la riserva sociale rappresenta un punto di arrivo in vent'anni di attività a questa parte», afferma, «uno dei temi da replicare nei prossimi tempi, dove possibile, nelle numerose riserve naturali abruzzesi, in collaborazione con le istituzioni. Soprattutto laddove le piccole comunità dell’interno hanno difficile accesso ai servizi essenziali. Come dire, conserviamo il bene natura ma anche la popolazione rimasta sul territorio, per non perdere l’identità di questi luoghi. Le riserve sono porte di accesso ai parchi nazionali, ma anche presidi di accoglienza per la collettività locale. Penne è ormai la terza città in Abruzzo per calo demografico, questa riserva cerca di tenere insieme un tessuto che si va progressimente consumando».
Jolanda Ferrara
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