Il lockdown gioca contro: meno incontri con i figli

19 Marzo 2021

PESCARA. «La separazione dalla propria moglie o compagna e dai propri figli è un’esperienza traumatica per tanti uomini, indipendentemente dal loro status sociale: è un lutto da metabolizzare ed...

PESCARA. «La separazione dalla propria moglie o compagna e dai propri figli è un’esperienza traumatica per tanti uomini, indipendentemente dal loro status sociale: è un lutto da metabolizzare ed elaborare con tutte le sue conseguenze. In questa fase difficile della propria vita ci si sente soli, abbandonati, non si sa a chi chiedere aiuto e non sono rari i casi di suicidio». A raccontare quali sono i problemi vissuti dai papà è Simona de Santis dell'associazione Pea (Psicologia emergenza Abruzzo) che raccoglie psicologi, psicoterapeuti e counselor che collaborano con “Sono papà” offrendo aiuto, sostegno e supporto psicologico a chi è in difficoltà.
«Con la pandemia sono venute a mancare le occasioni di unione e socializzazione con i propri figli», racconta la psicologa, «perché sono cambiati i ritmi di lavoro, le scuole sono chiuse e i bambini per la maggior parte del tempo o sono impegnati con la didattica a distanza o sono a casa con la madre. Con il diminuire degli incontri è aumentato, in parallelo, il senso di frustrazione dei papà che non possono vivere a pieno la relazione con i propri figli, svolgere con serenità il proprio ruolo di genitore e dimostrare la loro vicinanza ai figli. A risentirne, poi, sono soprattutto i minori. La figura paterna dal punto di vista psicologico non è meno importante di quella materna, anzi è fondamentale che il bambino viva in egual misura entrambe le figure genitoriali».
«Il distacco dei propri genitori», prosegue l'esperta, «è un’esperienza che segna a qualsiasi età. È una perdita, un trauma che colpisce l'immaginario del bambino e dell'adolescente, poiché agli occhi del figlio si sfalda l’idea di famiglia fatta dell’unione fra la mamma e il papà. Bisogna allora fare i conti con una realtà diversa, in cui i due genitori non vivranno per sempre insieme, ma anzi il padre, come accade nella maggior parte dei casi, non sarà più presente nella casa coniugale, non vivrà più con loro e non ne condividerà la quotidianità». Lo sportello di ascolto con le psicologhe Pea è gratuito e quindi chiunque può rivolgersi all'associazione “Solo papà” per chiedere aiuto e supporto. (y.g.)