Il lungomare invaso da 30 prostitute Residenti infuriati

31 Ottobre 2015

I cittadini protestano con il vice sindaco De Martinis e lui apre il referendum su Facebook: accetto i vostri consigli

MONTESILVANO. La rabbia dei residenti per la presenza costante di decine di prostitute sul lungomare corre anche su Internet e il vicesindaco apre un referendum accogliendo i suggerimenti dei cittadini per battere la prostituzione della riviera. Sono diversi, infatti, i montesilvanesi che utilizzano Facebook per sfogare la propria frustrazione di vivere in una città dove il decoro viene meno a causa del dilagante fenomeno che da anni, ormai, vede i marciapiedi pullulare di prostitute anche di giorno. I più indignati sono senza dubbio i genitori che sollecitano l’amministrazione a prendere provvedimenti. Ed è proprio di una mamma il grido d’allarme scritto ieri sulla bacheca del vicesindaco Ottavio De Martinis che ha dato il via a una serie di commenti. «Ieri sera ho accompagnato mio figlio in gita», spiega, «passando sul lungomare, da Bagni Luca al Tortuga, io mio marito e mio figlio ne abbiamo contate almeno 30. Ma perché si continua ancora a prendere in giro la gente? Fate qualcosa per piacere», chiede la «mamma schifata». Il post ha comprensibilmente scatenato la rabbia di altri residenti, tra cui quello della titolare di una struttura ricettiva che ha spiegato di come sia «sfiancante e umiliate dover spiegare ai turisti che Montesilvano purtroppo è così».

Immediata la replica dell’amministratore che ha lanciato una sorta di sondaggio ai residenti: «Cosa suggerite? Qualora aveste proposte o iniziative in merito, supportate però dalla legge, differenti dalle multe ai clienti (che stiamo elevando) sarò ben lieto di farmi portavoce nella prossima giunta». A detta di De Martinis, infatti, risolvere il problema non è così semplice, soprattutto in considerazione del fatto che la prostituzione non è reato. «L’unica cosa che possiamo fare, e che stiamo già facendo», spiega, «è multare i clienti e adottare degli espedienti per cercare di “disturbare” l’esercizio della prostituzione. In questo, ha funzionato molto bene l’isola pedonale sulla riviera che nel periodo estivo».

Tra gli strumenti messi in campo dalla giunta Maragno anche la convenzione con la Comunità Papa Giovanni XXIII di Don Benzi. «Purtroppo, non abbiamo la possibilità di vietare alle donne di stare sulla strada e anche i controlli per cercare di individuare i clienti necessitano di un grande dispiegamento di forze dell’ordine, che non ci sono». E per il Comune le multe sono un’entrata solo se fatte ai clienti: finora, le prostitute non le hanno pagate quasi mai, nonostante i verbali e le ingiunzioni di pagamento. Soldi finti che, sui bilanci, ammontano a più di 50 mila euro.

Su Internet, nel referendum indetto da De Martinis, c’è chi rilancia i parcheggi dell’amore per confinare la prostituzione in una zona isolata. E quanto alla proposta dell’ex sindaco Attilio Di Mattia di aprire i box del sesso a Montesilvano, De Martinis risponde: «si tratta di una strada né percorribile né auspicabile. Diverso sarebbe, a livello nazionale, riaprire le case chiuse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA