Il Marconi aspetta la sede Cisl: tempo quasi scaduto

PESCARA. «Manca meno di un mese alla riapertura delle scuole e il liceo Marconi non ha ancora una sede» attacca Elisabetta Merico, coordinatrice Pescara Cisl scuola Abruzzo. L’unica location già...
PESCARA. «Manca meno di un mese alla riapertura delle scuole e il liceo Marconi non ha ancora una sede» attacca Elisabetta Merico, coordinatrice Pescara Cisl scuola Abruzzo.
L’unica location già individuata dalla Provincia per ospitare studenti e prof dell’istituto di via Marino da Caramanico che sarà abbattuto, è la Di Marzio, che, secondo voci, «potrebbe essere accorpato al Manthoné». Solo voci, per ora. L’obiettivo è cercare uno spazio, o più di uno, che possa ospitare i «1.424 alunni e 160 lavoratori, tra docenti, Ata e personale di segreteria, ai quali», prosegue Merico, «non è stata ancora prospettata alcuna soluzione definitiva. Ad oggi le 64 classi parrebbero dislocate in 3 edifici diversi, tra cui la Di Marzio, distanti tra loro e neppure sufficienti ad accogliere tutti gli alunni. Inoltre i plessi sarebbero distanti anche dalla presidenza e dagli uffici di segreteria che, come indicato nell’ordinanza di sgombero, verrebbero collocati nel palazzo della Provincia».
La coordinatrice Cisl sottolinea che «il tempo massimo è quasi scaduto». E, dunque, urge un «incontro con la Provincia, chiediamo un tavolo aperto a tutti i soggetti interessati. Non sono più accettabili interlocuzioni di straforo, un soggetto per volta, senza arrivare a soluzioni».
Merico spiega che «pur riconoscendo gli sforzi e l’impegno profuso da Maristella Fortunato, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, per cercare di dare risposte concrete alla comunità scolastica», sorgono «forti perplessità sulle soluzioni ipotizzate per l’immediato futuro».
La Cisl esprime «preoccupazione per le mancate capacità organizzative, logistiche e di strategia complessiva in grado di assicurare qualità dell’offerta formativa». Manifesta «vicinanza e solidarietà al dirigente, al personale, agli studenti del liceo Marconi e alle loro famiglie e, contestualmente chiede l’apertura urgente di un tavolo di confronto tra la Provincia».

