Il mare inquinato finisce in procura

5 Agosto 2015

Il portavoce di Fratelli d’Italia Foschi presenta un esposto: troppi casi di dermatiti e gastroenteriti, la magistratura indaghi

PESCARA. Il mare di Pescara finisce in procura. Ieri, l’ex assessore e ora portavoce provinciale di Fratelli d’Italia-An ha presentato un esposto alla procura della Repubblica e, per conoscenza, al prefetto, per richiedere che vengano accertate eventuali «azioni omissive e/o dolose da parte delle autorità e delle istituzioni preposte alla tutela della salute pubblica».

Foschi si riferisce in particolare alle istituzioni, ossia il sindaco in primis, che avrebbero dovuto far scattare i divieti di balneazione nei periodi in cui il mare è risultato inquinato, in base alle analisi dell’Arta. L’episodio più controverso è quello che è avvenuto martedì scorso 28 luglio, quando una condotta fognaria in via Raiale si è rotta causando lo sversamento in mare di un’enorme quantità di liquami. Il danno è stato riparato il giorno dopo, ma per un giorno turisti e cittadini pescaresi hanno fatto il bagno in mare e nessuno ha provveduto ad avvertire dell’emergenza la popolazione. Fatto sta che, subito dopo la rottura della condotta, l’Arta ha effettuato degli esami dell’acqua, in cui sono risultati valori alle stelle di escherichia coli ed enterococchi nella zona antistante via Balilla. Valori tornati alla normalità nelle successive analisi del primo agosto.

Foschi chiede, quindi, di fare chiarezza su questa vicenda, accertando eventuali responsabilità. «Da alcuni giorni», scrive il portavoce di Fratelli d’Italia, «la stampa riporta notizie in merito a casi di gastroenterite che avrebbero colpito molte persone, in particolare bambini dopo aver fatto il bagno in mare. Tanti sembrano essere i casi di dermatiti, causati sempre dall’acqua marina». «Una segnalazione», prosegue l’esposto, «evidenzia la presenza di impetigine, un’infezione contagiosa dovuta a germi piogeni che colpisce specialmente i bambini piccoli, aggredendo gli strati superficiali della cute, volto e arti».

Secondo l’ex assessore, alcuni pediatri avrebbero diagnosticato la presenza di uno «stafilococco, probabilmente presente nell’acqua del mare e in parte anche sulla sabbia».

La richiesta di un intervento della magistratura viene inoltre motivata dal fatto che «negli ultimi tempi», si legge ancora, «alcune condotte fognarie, a seguito di guasti e/o rotture, pare abbiano sversato liquami non depurati nel fiume Pescara, ossia in mare». Foschi chiede, infine, l’applicazione di sanzioni nei confronti di coloro che dovessero risultare eventualmente responsabili. «Il sottoscritto», conclude dunque l’esposto, «chiede che venga avviata un’indagine sui fatti evidenziati, per accertare se vi siano state azioni omissive e/o dolose da parte delle autorità e istituzioni preposte alla tutela della salute pubblica, chiedendo provvedimenti, ai sensi di legge, per coloro che dovessero risultarne responsabili».

Intanto la commissione Vigilanza e controllo del Comune ha convocato per oggi i rappresentanti di Aca e Arta per fare chiarezza sulla vicenda.

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